Getty Images, una delle più grandi agenzie fotografiche al mondo, ha chiesto mercoledì negli Stati Uniti di accedere al cosiddetto "Chapter 11", una procedura che permette a un'azienda in difficoltà di ridurre e riorganizzare i propri debiti sotto il controllo di un giudice, senza chiudere e continuando a lavorare, a differenza di una liquidazione. L'istanza è stata presentata al tribunale del Delaware e si basa su un piano già concordato in anticipo con i principali creditori. L'azienda, che da oltre trent'anni fornisce foto e video alle redazioni, è schiacciata dai debiti e dalla concorrenza dei programmi di intelligenza artificiale che generano immagini e ha visto saltare la fusione da quasi 4 miliardi di dollari con la rivale Shutterstock, bloccata dalle obiezioni delle autorità britanniche sulla concorrenza. A settembre non aveva pagato gli interessi dovuti su alcune obbligazioni, un'inadempienza che aveva aperto un periodo di 30 giorni per rimediare. Il piano prevede che la famiglia Getty, discendente del magnate del petrolio J. Paul Getty, insieme a Koch Equity Development, ramo d'investimento del gruppo Koch, versi fino a 533 milioni di dollari di nuovo capitale e arrivi a detenere il 100% della società, che uscirà dalla Borsa; gli azionisti attuali non riceveranno nulla. Koch metterà inoltre a disposizione circa 143 milioni di finanziamento per sostenere l'attività durante la procedura. Getty assicura che l'operatività proseguirà normalmente, senza conseguenze per collaboratori, partner, clienti, dipendenti e fornitori e prevede di chiudere la ristrutturazione entro fine anno, dopo le autorizzazioni previste.
Getty Images in difficoltà: debiti e IA mettono in crisi il colosso delle foto
Getty Images, una delle più grandi agenzie fotografiche al mondo, ha chiesto mercoledì negli Stati Uniti di accedere al cosiddetto "Chapter 11", una procedura che permette a un'azienda in difficoltà di ridurre e riorganizzare i propri debiti sotto il...

Getty Images, una delle più grandi agenzie fotografiche al mondo, ha chiesto mercoledì negli Stati Uniti di accedere al cosiddetto "Chapter 11", una procedura che permette a un'azienda in difficoltà di ridurre e riorganizzare i propri debiti sotto il controllo di un giudice, senza chiudere e continuando a lavorare, a differenza di una liquidazione. L'istanza è stata presentata al tribunale del Delaware e si basa su un piano già concordato in anticipo con i principali creditori. L'azienda, che da oltre trent'anni fornisce foto e video alle redazioni, è schiacciata dai debiti e dalla concorrenza dei programmi di intelligenza artificiale che generano immagini e ha visto saltare la fusione da quasi 4 miliardi di dollari con la rivale Shutterstock, bloccata dalle obiezioni delle autorità britanniche sulla concorrenza. A settembre non aveva pagato gli interessi dovuti su alcune obbligazioni, un'inadempienza che aveva aperto un periodo di 30 giorni per rimediare. Il piano prevede che la famiglia Getty, discendente del magnate del petrolio J. Paul Getty, insieme a Koch Equity Development, ramo d'investimento del gruppo Koch, versi fino a 533 milioni di dollari di nuovo capitale e arrivi a detenere il 100% della società, che uscirà dalla Borsa; gli azionisti attuali non riceveranno nulla. Koch metterà inoltre a disposizione circa 143 milioni di finanziamento per sostenere l'attività durante la procedura. Getty assicura che l'operatività proseguirà normalmente, senza conseguenze per collaboratori, partner, clienti, dipendenti e fornitori e prevede di chiudere la ristrutturazione entro fine anno, dopo le autorizzazioni previste.
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