Character.ai, la piattaforma che consente di chattare con chatbot ispirati a personaggi reali o immaginari, si è dichiarata insolvente negli Stati Uniti e ha avviato una procedura di riorganizzazione sotto il controllo di un tribunale con l'obiettivo di vendere l'azienda o gran parte dei suoi asset entro la fine dell'anno. Fondata nel 2021 da due ex ricercatori di Google e valutata oltre un miliardo di dollari dopo appena un anno di attività, la società è finita nel mirino di una serie di cause promosse da famiglie che accusano la piattaforma di aver contribuito a problemi di salute mentale, autolesionismo e suicidi tra gli adolescenti. Tra queste spicca quella di Megan Garcia, madre di un quattordicenne della Florida morto nel 2024 dopo mesi di conversazioni molto intense con un chatbot. Character.ai ha già raggiunto accordi per chiudere cinque cause civili, mentre restano indagini di alcuni Stati americani e autorità internazionali sulle misure di sicurezza adottate nei confronti dei minori. La società, che dichiara passività comprese tra i 50 e i 100 milioni di dollari, continuerà a operare durante la procedura. La Disney si è già posizionata come prima offerente, proponendo 20 milioni di dollari per una licenza perpetua non esclusiva su una parte della proprietà intellettuale, ma altre aziende potranno presentare offerte più alte. Se non emergerà un acquirente disposto a mantenere in vita la piattaforma, Character.ai ha avvertito che il servizio verrà chiuso.
Character.ai si dichiara insolvente dopo le cause per suicidi di adolescenti, la Disney si fa avanti
Character.ai, la piattaforma che consente di chattare con chatbot ispirati a personaggi reali o immaginari, si è dichiarata insolvente negli Stati Uniti e ha avviato una procedura di riorganizzazione sotto il controllo di un tribunale con l'obiettivo di...

Character.ai, la piattaforma che consente di chattare con chatbot ispirati a personaggi reali o immaginari, si è dichiarata insolvente negli Stati Uniti e ha avviato una procedura di riorganizzazione sotto il controllo di un tribunale con l'obiettivo di vendere l'azienda o gran parte dei suoi asset entro la fine dell'anno. Fondata nel 2021 da due ex ricercatori di Google e valutata oltre un miliardo di dollari dopo appena un anno di attività, la società è finita nel mirino di una serie di cause promosse da famiglie che accusano la piattaforma di aver contribuito a problemi di salute mentale, autolesionismo e suicidi tra gli adolescenti. Tra queste spicca quella di Megan Garcia, madre di un quattordicenne della Florida morto nel 2024 dopo mesi di conversazioni molto intense con un chatbot. Character.ai ha già raggiunto accordi per chiudere cinque cause civili, mentre restano indagini di alcuni Stati americani e autorità internazionali sulle misure di sicurezza adottate nei confronti dei minori. La società, che dichiara passività comprese tra i 50 e i 100 milioni di dollari, continuerà a operare durante la procedura. La Disney si è già posizionata come prima offerente, proponendo 20 milioni di dollari per una licenza perpetua non esclusiva su una parte della proprietà intellettuale, ma altre aziende potranno presentare offerte più alte. Se non emergerà un acquirente disposto a mantenere in vita la piattaforma, Character.ai ha avvertito che il servizio verrà chiuso.
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