UN'INFEZIONE CHE STA DIVENTANDO ENDEMICA - La shigellosi, un'infezione batterica che causa diarrea, spesso con sangue o muco, crampi, febbre e vomito, sta diventando sempre più difficile da curare mano a mano che si diffonde attraverso rapporti sessuali. Il batterio responsabile, Shigella, si trasmette tradizionalmente per via oro-fecale, tramite mani non lavate, cibo o acqua contaminati e colpisce soprattutto i bambini sotto i cinque anni, i viaggiatori in zone con scarsi standard igienici e le persone senza fissa dimora; bastano appena dieci batteri per contrarre l'infezione. Uno studio pubblicato a luglio su "The Lancet Infectious Diseases" dall'Università di Cambridge insieme all'Agenzia britannica per la sicurezza sanitaria, ha però mostrato come negli ultimi anni la trasmissione sessuale, soprattutto tra uomini gay, bisessuali e in generale uomini che hanno rapporti con uomini, si sia diffusa più rapidamente di quella legata ai viaggi o al cibo, crescendo di circa il 15% in più ogni anno tra il 2015 e il 2020, al punto da essere ormai descritta come "endemica" in alcune "reti sessuali", soprattutto in città come Londra, Brighton e Manchester. Secondo la professoressa Kate Baker, autrice principale dello studio, molti uomini che hanno rapporti con uomini non sono consapevoli del rischio crescente legato a questa via di trasmissione.
UN PROBLEMA DI CUI NON SI PARLA ABBASTANZA - Il problema più serio riguarda però la resistenza agli antibiotici: secondo i dati dei Centers for Disease Control and Prevention statunitensi, la percentuale di ceppi resistenti ai farmaci è passata dallo 0% del 2011 all'8,5% del 2023 e secondo lo studio di Cambridge oltre il 70% dei ceppi trasmessi sessualmente risulta ormai resistente ad almeno un antibiotico di uso comune, contro il 40% circa dei casi non legati alla sfera sessuale. Una possibile spiegazione è la cosiddetta "resistenza da spettatore" ("bystander resistance"), che si verifica quando un antibiotico sbagliato viene usato contro l'infezione: non solo non la cura, ma le offre l'occasione di sviluppare resistenza proprio a quel farmaco. Molti casi di shigellosi si risolvono comunque da soli in una settimana con riposo e reintegro dei liquidi, ma nelle forme più gravi, dove un tempo bastavano antibiotici di uso comune, oggi curare l'infezione sta diventando sempre più complicato: da qui l'appello degli esperti a una maggiore informazione pubblica e a nuove strategie di prevenzione mirate.

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