Dal 6 novembre in Inghilterra e Galles (e in parte in Irlanda del Nord) diventerà reato possedere o pubblicare pornografia che ritrae in modo esplicito e realistico strangolamento o soffocamento, rapporti sessuali tra persone che "un osservatore ragionevole" giudicherebbe legate da vincoli familiari reali o apparenti (compresi certi casi di figliastri, genitori adottivi e famiglie affidatarie) o adulti che fingono di avere meno di 16 anni, incluse immagini generate con l'intelligenza artificiale, purché appaiano realistiche. Le nuove norme, contenute nel Crime and Policing Act 2026 approvato ad aprile e motivate dalla volontà di contrastare la normalizzazione online della violenza (soprattutto contro le donne) emersa da uno studio del 2025, prevedono fino a cinque anni di carcere per la pubblicazione e fino a due o tre anni per il possesso a seconda del tipo di contenuto, mentre le piattaforme dovranno trattare questi materiali come priorità ai sensi dell'Online Safety Act 2023 sotto la vigilanza dell'Ofcom (l'autorità britannica di regolamentazione delle comunicazioni), che potrà irrogare sanzioni fino a 18 milioni di sterline o al 10% del fatturato mondiale. Nonostante le buone intenzioni, ci di domanda se i gestori dei siti riusciranno davvero a individuare e rimuovere tempestivamente tali contenuti o se il divieto rimarrà solo e unicamente un messaggio politico.
Inghilterra e Galles, dal 6 novembre vietata la pornografia con strangolamento e incesto
Dal 6 novembre in Inghilterra e Galles (e in parte in Irlanda del Nord) diventerà reato possedere o pubblicare pornografia che ritrae in modo esplicito e realistico strangolamento o soffocamento, rapporti sessuali tra persone che "un osservatore ragionevole"...

Dal 6 novembre in Inghilterra e Galles (e in parte in Irlanda del Nord) diventerà reato possedere o pubblicare pornografia che ritrae in modo esplicito e realistico strangolamento o soffocamento, rapporti sessuali tra persone che "un osservatore ragionevole" giudicherebbe legate da vincoli familiari reali o apparenti (compresi certi casi di figliastri, genitori adottivi e famiglie affidatarie) o adulti che fingono di avere meno di 16 anni, incluse immagini generate con l'intelligenza artificiale, purché appaiano realistiche. Le nuove norme, contenute nel Crime and Policing Act 2026 approvato ad aprile e motivate dalla volontà di contrastare la normalizzazione online della violenza (soprattutto contro le donne) emersa da uno studio del 2025, prevedono fino a cinque anni di carcere per la pubblicazione e fino a due o tre anni per il possesso a seconda del tipo di contenuto, mentre le piattaforme dovranno trattare questi materiali come priorità ai sensi dell'Online Safety Act 2023 sotto la vigilanza dell'Ofcom (l'autorità britannica di regolamentazione delle comunicazioni), che potrà irrogare sanzioni fino a 18 milioni di sterline o al 10% del fatturato mondiale. Nonostante le buone intenzioni, ci di domanda se i gestori dei siti riusciranno davvero a individuare e rimuovere tempestivamente tali contenuti o se il divieto rimarrà solo e unicamente un messaggio politico.
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