ONLYFANS PER LO SFORZO BELLICO - Il Parlamento ucraino sta discutendo una legge che punta a depenalizzare la pornografia, attualmente vietata da una delle normative più rigide d'Europa, eredità del periodo sovietico che punisce con multe e fino a cinque anni di carcere anche lo scambio di contenuti tra adulti consenzienti. Il testo, già approvato in prima lettura con 231 voti favorevoli e solo 8 contrari, nasce dall'esigenza di regolarizzare una fiorente industria informale, in particolare quella delle circa 8mila creator ucraine attive su OnlyFans, che nel 2023 hanno generato ricavi per 131 milioni di dollari. La legge attuale, oltre a creare paradossi giuridici, alimenta un diffuso fenomeno di corruzione da parte delle forze dell'ordine, che secondo diverse testimonianze raccolte da media locali e internazionali sfruttano la rigidità della norma per estorcere denaro alle lavoratrici attraverso intimidazioni e minacce di denunce, mentre lo scorso anno sono state aperte 1.400 indagini legate alla violazione del divieto.
UN HUB DELLA PORNOGRAFIA? - Secondo il deputato Yaroslav Zheleznyak, promotore del provvedimento, la legalizzazione del settore porterebbe entrate fiscali per circa 25 milioni di dollari l'anno, una cifra che, seppur marginale rispetto ai 120 miliardi di dollari annui necessari per la difesa, basterebbe comunque a finanziare l'acquisto di 30mila droni. Alla proposta si oppongono però diverse voci, dal Consiglio panucraino delle Chiese, preoccupato per possibili rischi di sfruttamento nonostante l'inasprimento delle pene sulla pornografia minorile previsto dalla stessa legge, fino all'ex primo ministro Yulia Tymoshenko, secondo cui la depenalizzazione rischierebbe di trasformare l'Ucraina in un vero e proprio hub internazionale della pornografia; il presidente Volodymyr Zelensky non si è ancora espresso pubblicamente sulla questione.

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