Il Pentagono ha elaborato nuove opzioni militari contro l'Iran, che includerebbero attacchi a infrastrutture energetiche e siti nucleari e il possibile impiego della GBU-43/B MOAB, la più potente bomba convenzionale nell'arsenale americano. Lo riferisce la CNN in un'inchiesta del 14 ottobre, basata su fonti dell'amministrazione e del Dipartimento della Difesa: i piani sarebbero stati preparati su richiesta di Donald Trump e potrebbero scattare se la Casa Bianca decidesse di riprendere la campagna militare, prima o dopo le elezioni di metà mandato. Non risulta però alcuna autorizzazione: si tratta di scenari allo studio. Tra i bersagli ipotizzati ci sarebbero obiettivi vicino a Natanz, tra cui la struttura sotterranea nota come "Pickaxe Mountain", dove Stati Uniti e Israele ritengono che Teheran possa aver conservato componenti del programma nucleare. Proprio qui emergerebbero i dubbi dei funzionari coinvolti: la MOAB, da circa 9,8 tonnellate, genera un'onda d'urto devastante in superficie ma non è progettata per penetrare in profondità e potrebbe quindi risultare inefficace contro installazioni protette da strati di granito, oltre a sollevare interrogativi sulle conseguenze per i civili. Resta aperta anche l'ipotesi, valutata dai pianificatori, di operazioni terrestri, che comporterebbero però rischi altissimi e che nessuno nell'amministrazione starebbe sostenendo concretamente. Il precedente risale al 2017, quando Trump autorizzò l'uso dell'ordigno contro postazioni dell'ISIS in Afghanistan. Il contesto è quello di una guerra che dura da oltre sei mesi senza una soluzione negoziata, con la pressione politica crescente a ridosso del voto e un'amministrazione divisa sull'utilità di ulteriori bombardamenti. Interpellati, la Casa Bianca e il Pentagono non hanno confermato né smentito: la prima ha ribadito che il presidente tiene aperte tutte le opzioni per impedire a Teheran di dotarsi dell'arma nucleare, il secondo che le forze armate stanno pianificando un'ampia gamma di scenari. La decisione finale spetta a Trump.
Iran, il Pentagono studia nuove opzioni militari: sul tavolo anche la "madre di tutte le bombe"
Il Pentagono ha elaborato nuove opzioni militari contro l'Iran, che includerebbero attacchi a infrastrutture energetiche e siti nucleari e il possibile impiego della GBU-43/B MOAB, la più potente bomba convenzionale nell'arsenale americano. Lo riferisce la...

Il Pentagono ha elaborato nuove opzioni militari contro l'Iran, che includerebbero attacchi a infrastrutture energetiche e siti nucleari e il possibile impiego della GBU-43/B MOAB, la più potente bomba convenzionale nell'arsenale americano. Lo riferisce la CNN in un'inchiesta del 14 ottobre, basata su fonti dell'amministrazione e del Dipartimento della Difesa: i piani sarebbero stati preparati su richiesta di Donald Trump e potrebbero scattare se la Casa Bianca decidesse di riprendere la campagna militare, prima o dopo le elezioni di metà mandato. Non risulta però alcuna autorizzazione: si tratta di scenari allo studio. Tra i bersagli ipotizzati ci sarebbero obiettivi vicino a Natanz, tra cui la struttura sotterranea nota come "Pickaxe Mountain", dove Stati Uniti e Israele ritengono che Teheran possa aver conservato componenti del programma nucleare. Proprio qui emergerebbero i dubbi dei funzionari coinvolti: la MOAB, da circa 9,8 tonnellate, genera un'onda d'urto devastante in superficie ma non è progettata per penetrare in profondità e potrebbe quindi risultare inefficace contro installazioni protette da strati di granito, oltre a sollevare interrogativi sulle conseguenze per i civili. Resta aperta anche l'ipotesi, valutata dai pianificatori, di operazioni terrestri, che comporterebbero però rischi altissimi e che nessuno nell'amministrazione starebbe sostenendo concretamente. Il precedente risale al 2017, quando Trump autorizzò l'uso dell'ordigno contro postazioni dell'ISIS in Afghanistan. Il contesto è quello di una guerra che dura da oltre sei mesi senza una soluzione negoziata, con la pressione politica crescente a ridosso del voto e un'amministrazione divisa sull'utilità di ulteriori bombardamenti. Interpellati, la Casa Bianca e il Pentagono non hanno confermato né smentito: la prima ha ribadito che il presidente tiene aperte tutte le opzioni per impedire a Teheran di dotarsi dell'arma nucleare, il secondo che le forze armate stanno pianificando un'ampia gamma di scenari. La decisione finale spetta a Trump.
Fonte
Voci nel Web
Seguici su
Fonti preferite
Commenti
Unisciti alla discussione con la community di FreeForumZone.
Partecipa