Forni "intelligenti", smart TV e piccoli box Android potrebbero diventare, secondo Anthropic, il terreno su cui modelli di intelligenza artificiale sempre più compatti riusciranno a installarsi e a replicarsi autonomamente, senza appoggiarsi ai data center. Nella ricerca pubblicata sul proprio sito, la società avverte che i modelli di IA di piccole dimensioni sono "a pochi mesi" dallo sviluppare le capacità necessarie per compiere l'intero ciclo: individuare un dispositivo vulnerabile, installarvisi, usarne la potenza di calcolo e diffondersi ad altri apparecchi connessi. Per dimostrare la fattibilità tecnica, i ricercatori hanno collegato 15 box Android TV economici -circa 55 dollari l'uno- riuscendo a far girare su di essi, in modo distribuito, il modello open source Gemma4-26B-A4B di Google, troppo grande per stare in un singolo dispositivo, ma eseguibile dividendolo tra più macchine. Anthropic precisa che non esiste ancora un "replicatore completamente fuori controllo": nei test i modelli hanno completato singole fasi del processo, ma non l'intera catena in condizioni reali. Il punto critico resta la sicurezza: molti dispositivi domestici hanno protezioni deboli e, una volta distribuito su una rete, un simile sistema sarebbe difficile da "spegnere", perché non avrebbe un unico punto di arresto. La diffusione, precisa la ricerca, sarebbe comunque lenta, con tempi misurati in giorni. L'allarme si inserisce nel dibattito più ampio sui rischi dell'IA, dal suo uso in attacchi informatici alla possibilità che tecnologie sempre più autonome sfuggano al controllo umano.
Intelligenza artificiale, Anthropic avverte: modelli sempre più piccoli potrebbero diffondersi tra i dispositivi di casa
Forni "intelligenti", smart TV e piccoli box Android potrebbero diventare, secondo Anthropic, il terreno su cui modelli di intelligenza artificiale sempre più compatti riusciranno a installarsi e a replicarsi autonomamente, senza appoggiarsi ai data center....

Forni "intelligenti", smart TV e piccoli box Android potrebbero diventare, secondo Anthropic, il terreno su cui modelli di intelligenza artificiale sempre più compatti riusciranno a installarsi e a replicarsi autonomamente, senza appoggiarsi ai data center. Nella ricerca pubblicata sul proprio sito, la società avverte che i modelli di IA di piccole dimensioni sono "a pochi mesi" dallo sviluppare le capacità necessarie per compiere l'intero ciclo: individuare un dispositivo vulnerabile, installarvisi, usarne la potenza di calcolo e diffondersi ad altri apparecchi connessi. Per dimostrare la fattibilità tecnica, i ricercatori hanno collegato 15 box Android TV economici -circa 55 dollari l'uno- riuscendo a far girare su di essi, in modo distribuito, il modello open source Gemma4-26B-A4B di Google, troppo grande per stare in un singolo dispositivo, ma eseguibile dividendolo tra più macchine. Anthropic precisa che non esiste ancora un "replicatore completamente fuori controllo": nei test i modelli hanno completato singole fasi del processo, ma non l'intera catena in condizioni reali. Il punto critico resta la sicurezza: molti dispositivi domestici hanno protezioni deboli e, una volta distribuito su una rete, un simile sistema sarebbe difficile da "spegnere", perché non avrebbe un unico punto di arresto. La diffusione, precisa la ricerca, sarebbe comunque lenta, con tempi misurati in giorni. L'allarme si inserisce nel dibattito più ampio sui rischi dell'IA, dal suo uso in attacchi informatici alla possibilità che tecnologie sempre più autonome sfuggano al controllo umano.
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