METALLI PESANTI OVUNQUE - Una nuova indagine del Clean Label Project, organizzazione no profit del Colorado che testa prodotti di consumo alla ricerca di contaminanti, fornita in esclusiva alla CNN, ha rilevato tracce di piombo, cadmio, arsenico, mercurio, pesticidi e sostanze chimiche legate alla plastica in quasi tutti i cibi per gatti analizzati, comprese le marche vendute come naturali o di qualità superiore. Su 100 prodotti tra i più venduti, appartenenti a 62 marchi, il piombo è stato trovato nel 99% dei campioni, il cadmio nel 96% e l'arsenico nel 94%, con il cibo secco che conteneva circa tre volte più piombo rispetto a quello umido o essiccato ad aria. "La maggior parte dei gatti mangia pressoché lo stesso cibo ogni giorno, con poche variazioni" spiega Molly Hamilton, direttrice esecutiva del Clean Label Project e autrice del report, sottolineando che questa esposizione continua può accumularsi nell'organismo nel corso della vita dell'animale: non a caso, ricorda Hamilton, la malattia renale cronica è tra le principali cause di morte nei gatti anziani, proprio perché i reni filtrano i metalli pesanti. Il pesce e i frutti di mare, proteine molto diffuse nei cibi per gatti, sono risultati i più associati a mercurio e cadmio, con livelli di mercurio fino a 18 volte superiori rispetto ai prodotti a base di altre proteine, mentre il pollo, pur risultando migliore su questo fronte, ha mostrato percentuali più alte di piombo ed erbicidi.
I CONSIGLI PER I PROPRIETARI - Tra le altre sostanze rilevate c'è il glifosato, l'erbicida più usato in agricoltura e classificato nel 2015 dall'Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro dell'OMS come "probabilmente cancerogeno per l'uomo" (una valutazione che l'Agenzia per la protezione ambientale statunitense non condivide), trovato nel 37% dei prodotti e più concentrato nei cibi con più ingredienti vegetali tra i primi dieci in etichetta. Preoccupante anche la diffusione del DEHP, una sostanza chimica usata nelle plastiche PVC e collegata a tumori e difetti alla nascita, rilevata in circa metà dei prodotti testati, soprattutto in quelli in lattina o busta. Il Pet Food Institute, che rappresenta i produttori, ha dichiarato alla CNN che le aziende applicano rigorosi programmi di sicurezza e controllo qualità, assicurando ai proprietari di gatti di potersi fidare dei prodotti in commercio. Gli esperti consigliano comunque di variare le proteine nella dieta del gatto per limitare l'esposizione a un singolo contaminante, di preferire cibo umido o essiccato ad aria per ridurre l'assunzione di piombo, di evitare prodotti con troppi ingredienti vegetali tra i primi dieci in etichetta e di non fidarsi ciecamente del primo ingrediente indicato, che in oltre un terzo dei prodotti testati non si è rivelato un indicatore affidabile di cosa contenesse davvero la confezione.

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