WhatsApp lancia in tutto il mondo, Italia compresa, un sistema di controllo parentale per gli account degli adolescenti sopra i 13 anni: strumenti "facoltativi e flessibili" che i genitori possono attivare insieme al figlio per sapere con chi entra in contatto, ricevere notifiche sui gruppi a cui si iscrive o da cui esce, decidere chi vede i suoi aggiornamenti di stato e scegliere tra due livelli di esperienza con l'intelligenza artificiale di Meta. Ogni modifica alle impostazioni da parte del ragazzo richiede l'approvazione del genitore tramite un pin, mentre chiamate e messaggi personali restano privati, protetti dalla crittografia end-to-end. La novità si aggiunge agli "account per teenager" già attivi su Instagram, Facebook e Messenger e agli strumenti simili di TikTok, YouTube e Snapchat e arriva in un momento di crescente attenzione istituzionale sul tema: l'Unione Europea ha proposto a settembre il "Kids Act" e prepara per l'autunno il "Digital Fairness Act", mentre ad agosto Meta ha patteggiato un accordo da 17-18 miliardi di dollari con una coalizione di stati americani per chiudere la causa sulla dipendenza dei minori dai social.
Arriva il parental control con pin su WhatsApp
WhatsApp lancia in tutto il mondo, Italia compresa, un sistema di controllo parentale per gli account degli adolescenti sopra i 13 anni: strumenti "facoltativi e flessibili" che i genitori possono attivare insieme al figlio per sapere con chi entra in...

WhatsApp lancia in tutto il mondo, Italia compresa, un sistema di controllo parentale per gli account degli adolescenti sopra i 13 anni: strumenti "facoltativi e flessibili" che i genitori possono attivare insieme al figlio per sapere con chi entra in contatto, ricevere notifiche sui gruppi a cui si iscrive o da cui esce, decidere chi vede i suoi aggiornamenti di stato e scegliere tra due livelli di esperienza con l'intelligenza artificiale di Meta. Ogni modifica alle impostazioni da parte del ragazzo richiede l'approvazione del genitore tramite un pin, mentre chiamate e messaggi personali restano privati, protetti dalla crittografia end-to-end. La novità si aggiunge agli "account per teenager" già attivi su Instagram, Facebook e Messenger e agli strumenti simili di TikTok, YouTube e Snapchat e arriva in un momento di crescente attenzione istituzionale sul tema: l'Unione Europea ha proposto a settembre il "Kids Act" e prepara per l'autunno il "Digital Fairness Act", mentre ad agosto Meta ha patteggiato un accordo da 17-18 miliardi di dollari con una coalizione di stati americani per chiudere la causa sulla dipendenza dei minori dai social.
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