UN'IDEA SEMPLICE MA CON POTENZIALE - Mentre sul fronte software Meta sconta ancora un certo ritardo rispetto ai concorrenti nella corsa all'intelligenza artificiale, sull'hardware l'azienda di Mark Zuckerberg sembra aver trovato una strada più solida, complici i suoi occhiali smart: proprio in questi giorni è stata annunciata la commercializzazione dei Meta Ray-Ban Display, in arrivo il 13 ottobre a 899 euro. Ma la vera novità presentata da Meta è un altro dispositivo, pensato per interrogare l'assistente IA Muse senza dover tirare fuori lo smartphone: si chiama Muse Charm e ha la forma di un "ciottolo" grande quanto il palmo di una mano, descritto da fonti vicine al progetto come "holdable" (maneggevole / da maneggiare) più che un accessorio da indossare. L'oggetto monta uno schermo touch OLED da due pollici, un lettore di impronte digitali e un modem 5G (pur non permettendo chiamate telefoniche o videochiamate), racchiuso in una scocca semitrasparente che lascia intravedere i circuiti interni e che può finire in tasca, al polso tramite un laccetto o agganciato a una borsa. Al centro dello schermo campeggia un avatar virtuale personalizzabile nella voce, nell'aspetto e nei vestiti tramite un'app companion su iPhone o Android.
LE CARATTERISTICHE TECNICHE - Dietro il progetto ci sono volti noti a chi segue le vicende della Silicon Valley: Alan Dye, ex responsabile del design delle interfacce Apple e il suo storico braccio destro Billy Sorrentino, entrambi passati a Meta a fine 2025 in un trasferimento che ha costretto Apple a riorganizzare il proprio team di design. Secondo Andrew Bosworth, chief technology officer di Meta, sono stati proprio loro, insieme ad altri designer ex Apple attirati nel frattempo, i veri motori del progetto, sia sul fronte hardware sia su quello dell'interfaccia costruita attorno a Muse. I tempi di sviluppo sono stati serratissimi: da un obiettivo iniziale fissato al 2027, Zuckerberg ha preteso una presentazione già nel 2026, portando il dispositivo dallo stadio di prototipo a quello di prodotto finito in appena nove mesi. Negli ambienti di Meta il gadget viene soprannominato "Clawmagochi", fusione tra Tamagotchi e OpenClaw (l'assistente open source a cui si ispira il funzionamento di Muse) ed è dotato di fotocamere anteriore e posteriore pensate più per fornire contesto visivo all'IA che per scattare foto vere e proprie, oltre ad altoparlanti, microfoni e porta USB-C. Atteso per dicembre a un prezzo ancora da definire, il Muse Charm rappresenta una scommessa industriale non da poco per Meta: se l'adozione da parte del pubblico non dovesse decollare, rischia di finire nella lunga lista di esperimenti hardware falliti nel campo dell'IA, insieme a precedenti come il Rabbit R1 e l'Humane AI Pin.

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