FOCOLAI ATTIVI - Il Dipartimento di Salute Pubblica di Filadelfia ha segnalato due possibili casi di esposizione al morbillo nel giro di una settimana, l'ultimo dei quali all'aeroporto della città: una persona contagiata sarebbe transitata, senza mai uscire dallo scalo, in alcuni terminal tra la sera del 13 e la notte del 14 settembre, spingendo le autorità sanitarie a invitare i viaggiatori potenzialmente esposti a controllare il proprio stato vaccinale e monitorare eventuali sintomi. Si tratta del secondo episodio di possibile esposizione nell'area di Filadelfia in pochi giorni, dopo quello segnalato l'11 settembre al Children's Hospital, che ha coinvolto la terapia intensiva neonatale, l'atrio e la caffetteria principale della struttura: qui, insieme al Dipartimento della Salute della Pennsylvania, l'ospedale sta somministrando ai neonati potenzialmente esposti un prodotto anticorpale preventivo per ridurre il rischio di sviluppare la malattia in forma grave. La commissaria alla Salute Palak Raval-Nelson ha ricordato che chi è pienamente vaccinato ha poco da temere e che restare aggiornati con le vaccinazioni resta fondamentale per proteggere le persone più vulnerabili, in un contesto di focolai ancora attivi in Pennsylvania e in altri Stati.
L'INFLUSSO DELL'AMMINISTRAZIONE TRUMP - La vicenda si inserisce in un quadro nazionale di preoccupante risalita dei casi di morbillo, che nel 2026 hanno già superato il totale dell'anno precedente e arriva a poche settimane dalle prime due morti per morbillo registrate in Pennsylvania in 35 anni, entrambe relative a persone non vaccinate della contea di Lancaster. È lecito chiedersi, in questo contesto, quanto possa aver pesato sulla ripresa dei contagi il clima creato dall'amministrazione Trump attorno al tema vaccinale: il Segretario alla Salute Robert F. Kennedy Jr., noto da anni per posizioni scettiche sui vaccini, ha più volte messo in discussione pubblicamente l'efficacia e la sicurezza del vaccino MMR (morbillo-parotite-rosolia) anche dopo essere entrato in carica, contribuendo secondo diversi esperti di sanità pubblica a un clima di sfiducia che potrebbe aver influito sul calo dei tassi di vaccinazione in alcune comunità americane; un'ipotesi plausibile ma che, va detto, non è possibile provare con certezza assoluta, dato che il fenomeno dell'"esitazione vaccinale" ha radici precedenti e più articolate. Resta il fatto che il vaccino MMR, somministrato in due dosi, garantisce secondo le autorità sanitarie una protezione del 97% per tutta la vita, mentre il morbillo continua a rappresentare una minaccia concreta: altamente contagioso, può risultare fatale in uno-tre casi ogni mille, causare polmonite ed encefalite e portare all'ospedalizzazione di quasi un paziente su cinque tra quelli che lo contraggono.

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