Fraws, content creator italiano, ha affrontato il tema della tossicità nei videogiochi partendo dalla propria esperienza personale come ex team leader in Counter Strike Source a metà anni 2000. Nel suo ultimo video ha raccontato come l'ossessione per la competizione e il desiderio di affermarsi l'abbiano trasformato in una persona aggressiva verso i compagni di squadra, che incolpava costantemente delle sconfitte, fino al momento di svolta del 2008 durante le ESL Amateur Series: la sconfitta in una partita decisiva l'ha portato a un profondo esame di coscienza e, per la prima volta, si è chiesto non "cosa non ha funzionato negli altri" ma "cosa ho sbagliato io". Da quel momento si è allontanato per anni dai giochi competitivi, abbandonando del tutto Counter Strike. Lo youtuber ha continuato a spiegare il suo percorso di ricostruzione, che è avvenuto attraverso l'introspezione più che tramite un singolo espediente. Come tappa intermedia, per un periodo ha scelto di giocare titoli competitivi solo in modalità 1vs1, un modo forse per riabituarsi gradualmente alla competizione. La sua conclusione è che la tossicità nasce spesso dalle dinamiche di squadra, che permettono di deresponsabilizzarsi dando la colpa agli altri e che le persone che si comportano in modo tossico online non vanno odiate ma comprese con una certa compassione, perché finiscono per danneggiare soprattutto se stesse: chi insulta gli altri, secondo Fraws, è in realtà la persona che "perde" di più, incapace di godersi il gioco per ciò che dovrebbe essere, ovvero intrattenimento.
Il content creator Fraws ha spiegato magistralmente la tossicità nel gaming
Fraws, content creator italiano, ha affrontato il tema della tossicità nei videogiochi partendo dalla propria esperienza personale come ex team leader in Counter Strike Source a metà anni 2000. Nel suo ultimo video ha raccontato come l'ossessione per la...

Fraws, content creator italiano, ha affrontato il tema della tossicità nei videogiochi partendo dalla propria esperienza personale come ex team leader in Counter Strike Source a metà anni 2000. Nel suo ultimo video ha raccontato come l'ossessione per la competizione e il desiderio di affermarsi l'abbiano trasformato in una persona aggressiva verso i compagni di squadra, che incolpava costantemente delle sconfitte, fino al momento di svolta del 2008 durante le ESL Amateur Series: la sconfitta in una partita decisiva l'ha portato a un profondo esame di coscienza e, per la prima volta, si è chiesto non "cosa non ha funzionato negli altri" ma "cosa ho sbagliato io". Da quel momento si è allontanato per anni dai giochi competitivi, abbandonando del tutto Counter Strike. Lo youtuber ha continuato a spiegare il suo percorso di ricostruzione, che è avvenuto attraverso l'introspezione più che tramite un singolo espediente. Come tappa intermedia, per un periodo ha scelto di giocare titoli competitivi solo in modalità 1vs1, un modo forse per riabituarsi gradualmente alla competizione. La sua conclusione è che la tossicità nasce spesso dalle dinamiche di squadra, che permettono di deresponsabilizzarsi dando la colpa agli altri e che le persone che si comportano in modo tossico online non vanno odiate ma comprese con una certa compassione, perché finiscono per danneggiare soprattutto se stesse: chi insulta gli altri, secondo Fraws, è in realtà la persona che "perde" di più, incapace di godersi il gioco per ciò che dovrebbe essere, ovvero intrattenimento.
Seguici su
Fonti preferite
Commenti
Unisciti alla discussione con la community di FreeForumZone.
Partecipa