IL PARTNER CINESE - Secondo un'inchiesta del Tech Transparency Project, uno dei principali partner pubblicitari di Meta in Cina, GatherOne, sarebbe responsabile di migliaia di inserzioni su Facebook e Instagram che promuovono app di "nudify", strumenti di intelligenza artificiale capaci di spogliare digitalmente le donne o inserirle in video pornografici. Le pubblicità, spesso accompagnate da immagini esplicite, violano le regole di Meta su nudità e contenuti sessuali, ma risultano pubblicate da account che indicano GatherOne come inserzionista e pagatore. Nonostante la dichiarata "tolleranza zero" verso queste app, la rete ha continuato a operare, con oltre 30.000 annunci al mese.
"FACE SWAP" E RAGAZZE VIRTUALI - Il TTP spiega che GatherOne fa parte di un gruppo ristretto di agenzie cinesi autorizzate da Meta a gestire campagne per clienti locali, nonostante Facebook e Instagram siano bloccati in Cina. Questo sistema di rivenditori consente alle aziende cinesi di raggiungere il pubblico globale, ma apre anche la porta a violazioni sistematiche delle politiche di Meta. L'indagine ha rivelato che molte delle inserzioni legate a GatherOne contenevano immagini di donne che simulavano atti sessuali o promuovevano app di "face swap" e "AI girlfriend", spesso gestite da account falsi.
LE IMPLICAZIONI - Dopo la pubblicazione del report, GatherOne ha annunciato la sospensione delle campagne legate ai servizi di "nudify" e "face swap", mentre Meta ha dichiarato di adottare "misure aggressive" contro gli inserzionisti che infrangono le sue regole. Tuttavia, secondo il TTP, la collaborazione tra Meta e i rivenditori cinesi continua a sollevare dubbi sulla coerenza dei controlli e sulla responsabilità delle piattaforme nel contrastare la diffusione di contenuti sessuali non consensuali. L'inchiesta evidenzia come la ricerca del profitto nel mercato cinese possa compromettere la sicurezza digitale e l'etica della pubblicità online.

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