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Capsule del caffè, dal 12 agosto scattano nuove regole per la raccolta differenziata

Dal 12 agosto 2026 entra in vigore in tutta l'Unione Europea il nuovo regolamento "Packaging and Packaging Waste Regulation" (PPWR, Regolamento UE 2025/40), che cambia le regole sullo smaltimento delle capsule monodose di caffè. Da...

Capsule del caffè, dal 12 agosto scattano nuove regole per la raccolta differenziata

IL NUOVO REGOLAMENTO - Dal 12 agosto 2026 entra in vigore in tutta l'Unione Europea il nuovo regolamento "Packaging and Packaging Waste Regulation" (PPWR, Regolamento UE 2025/40), che cambia le regole sullo smaltimento delle capsule monodose di caffè. Da quella data, capsule e cialde saranno considerate a tutti gli effetti imballaggi -anche se contengono ancora residui di caffè- e non potranno più essere gettate nell'indifferenziata: dovranno finire nella raccolta differenziata dedicata (plastica, alluminio od organico a seconda del materiale), senza bisogno di svuotarle prima. Sempre dal 12 agosto scatta il divieto di immettere sul mercato imballaggi alimentari con quantità eccessive di PFAS. Attenzione però a un punto spesso frainteso: l'etichettatura ambientale uniforme su tutti gli imballaggi, che indicherà in modo standardizzato come e dove smaltirli, non è un obbligo dal 12 agosto 2026, ma diventerà vincolante solo dal 12 agosto 2028, fino ad allora restano valide le indicazioni attuali, diverse da produttore a produttore e da Comune a Comune.

IL NODO DELLE CAPSULE IN PLASTICA - La nuova classificazione nasce dall'obiettivo europeo di includere anche prodotti complessi come le capsule nei processi di riciclo, nell'ambito di una strategia comunitaria che punta a ridurre i rifiuti da imballaggio del 5% entro il 2030 (rispetto ai livelli del 2018) e del 15% entro il 2040. Il nodo principale riguarda le capsule in plastica tradizionale, più difficili da separare nei processi di riciclo: il consorzio Corepla sta studiando processi specifici per ridurre gli scarti. In Italia, secondo Biorepack, si consumano ogni anno quasi 3 miliardi di capsule, ma solo il 6% è compostabile, il resto è di plastica (72%) e alluminio (22%). Proprio per affrontare questo squilibrio, in Italia si discute -a livello di proposta, non ancora come obbligo europeo definito- l'ipotesi di orientare progressivamente la produzione verso capsule in bioplastica; il PPWR, va precisato, non introduce ad oggi un obbligo generalizzato in tal senso.

LO STOP ALLE CONFEZIONI MONODOSE DAL 2030 - Il 12 agosto 2026 segna l'avvio dell'applicazione del regolamento, non l'entrata in vigore immediata di tutti i suoi effetti: i divieti più visibili per i consumatori scatteranno infatti solo a partire dal 1° gennaio 2030. Da quella data saranno vietati i formati monodose in plastica per condimenti come ketchup, maionese e senape, oltre che per conserve, salse, creme per il caffè e zucchero, limitatamente al settore "Horeca" (bar, ristoranti, hotel). Lo stesso divieto riguarderà i flaconcini cosmetici sotto i 50 ml nelle strutture ricettive e gli imballaggi in plastica per frutta e verdura sotto 1,5 kg. Sempre dal 2030 scatterà anche l'obbligo generale di riciclabilità per tutti gli imballaggi immessi sul mercato UE

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Fonte Ipercaforum

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