LA RICHIESTA DI ARCHIVIAZIONE - La Procura di Milano ha chiesto di chiudere il fascicolo che coinvolgeva il designatore arbitrale Gianluca Rocchi, finito sotto indagine per presunta frode sportiva. L'inchiesta riguardava quattro incontri, tra cui Torino-Inter, e ipotizzava che le designazioni fossero orientate a favore del club nerazzurro. Dopo due anni di verifiche, i magistrati hanno stabilito che non esistono elementi che indichino comportamenti irregolari da parte del designatore.
LA POSIZIONE DELL'INTER - Nel procedimento era stata inserita anche l'Inter in base alla normativa sulla responsabilità amministrativa delle società. La Procura ha però concluso che non vi siano responsabilità del club e ha chiesto l'archiviazione anche per la società. Gli atti sono stati comunque inoltrati alla giustizia sportiva e alla Procura Generale del CONI, che valuteranno eventuali profili disciplinari.
LE CONCLUSIONI DEI PM - Secondo la nota del procuratore Marcello Viola, le indagini hanno evidenziato alcuni episodi di pressione o tentativi di influenza, ma non un meccanismo organizzato capace di alterare le nomine arbitrali. La Procura distingue infatti tra interferenze episodiche -prive di impatto sulla regolarità delle gare- e condotte fraudolente che configurerebbero una vera frode sportiva. Nel caso Rocchi-Inter, non emergono elementi che rientrino nella seconda categoria.

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