Per la prima volta nella storia, gli scienziati hanno potuto assistere quasi in diretta alla formazione di un nuovo tratto di crosta oceanica: è accaduto nell'aprile 2024 lungo la Dorsale Indiana Sudorientale, tra Australia e Antartide, grazie a un sistema di idrofoni installato poche settimane prima attorno al plateau vulcanico di Saint Paul-Amsterdam. In soli 16 giorni la dorsale si è aperta liberando tensioni accumulate per decenni, con intrusioni di magma che hanno attraversato la crosta in meno di due ore, iniettando circa 150 milioni di metri cubi di materiale e provocando terremoti, riattivazione di faglie e un collasso del fondale fino a 4,2 metri, mentre gli spostamenti orizzontali hanno raggiunto i 2-4 metri. Nel momento più intenso, la separazione della dorsale procedeva a 5 centimetri al minuto, una velocità quasi mezzo milione di volte superiore alla media geologica. La scoperta, descritta su Nature l'8 luglio 2026, chiarisce anche un mistero di lunga data: gran parte dell'espansione dei fondali avviene in modo asismico, senza forti terremoti, spiegando perché le sole registrazioni sismiche non riuscivano a rendere conto della reale rapidità con cui la crosta oceanica si rinnova.
Per la prima volta osservata la nascita di nuova crosta terrestre
Per la prima volta nella storia, gli scienziati hanno potuto assistere quasi in diretta alla formazione di un nuovo tratto di crosta oceanica: è accaduto nell'aprile 2024 lungo la Dorsale Indiana Sudorientale, tra Australia e Antartide, grazie a un sistema di...

Per la prima volta nella storia, gli scienziati hanno potuto assistere quasi in diretta alla formazione di un nuovo tratto di crosta oceanica: è accaduto nell'aprile 2024 lungo la Dorsale Indiana Sudorientale, tra Australia e Antartide, grazie a un sistema di idrofoni installato poche settimane prima attorno al plateau vulcanico di Saint Paul-Amsterdam. In soli 16 giorni la dorsale si è aperta liberando tensioni accumulate per decenni, con intrusioni di magma che hanno attraversato la crosta in meno di due ore, iniettando circa 150 milioni di metri cubi di materiale e provocando terremoti, riattivazione di faglie e un collasso del fondale fino a 4,2 metri, mentre gli spostamenti orizzontali hanno raggiunto i 2-4 metri. Nel momento più intenso, la separazione della dorsale procedeva a 5 centimetri al minuto, una velocità quasi mezzo milione di volte superiore alla media geologica. La scoperta, descritta su Nature l'8 luglio 2026, chiarisce anche un mistero di lunga data: gran parte dell'espansione dei fondali avviene in modo asismico, senza forti terremoti, spiegando perché le sole registrazioni sismiche non riuscivano a rendere conto della reale rapidità con cui la crosta oceanica si rinnova.
Fonte
Voci nel Web
Seguici su
Fonti preferite
Commenti
Unisciti alla discussione con la community di FreeForumZone.
Partecipa