FOCOLAI DIFFUSI - Gli Stati Uniti stanno registrando un aumento anomalo dei casi di ciclosporiasi, l'infezione intestinale causata dal parassita Cyclospora cayetanensis. Almeno 19 Stati hanno segnalato numeri superiori alla media stagionale, con il Michigan che ha riportato quasi 1.500 infezioni dal 22 giugno, contro una media annuale di circa 50. I CDC (Centers for Disease Control and Prevention) stanno cercando di ricostruire l'origine dei focolai, molti dei quali sembrano collegati a ristoranti messicani, negozi di alimentari e un servizio di catering in diversi Stati, tra cui Illinois, New York, Pennsylvania e Texas.
INDAGINI COMPLESSE - Risalire alla fonte del contagio è complicato perché il Cyclospora è un protozoo che cambia il proprio DNA a ogni generazione. Non si replica come come la Salmonella o l'Escherichia colii (che producono copie quasi identiche di sé), quindi non è possibile usare il sequenziamento genetico per collegare i casi a un unico focolaio. Le indagini dipendono quasi interamente dai questionari epidemiologici compilati dai pazienti. Inoltre, la malattia non si trasmette facilmente da persona a persona, perché le oocisti espulse con le feci diventano infettanti solo dopo 1-2 settimane nell'ambiente. La FDA sta analizzando cipolle, cipollotti, cetrioli e coriandolo come possibili vettori.
GLI ALIMENTI A RISCHIO - Negli ultimi trent'anni, i focolai di ciclosporiasi sono stati spesso associati ad alimenti difficili da lavare accuratamente: lamponi, basilico, insalate, coriandolo, mix di frutta, lattuga e taccole. Le oocisti possono aderire alle superfici irregolari, rendendo il semplice lavaggio insufficiente. Anche acqua contaminata in piscine, laghi, parchi acquatici e "giochi d'acqua" può favorire la trasmissione. Alcuni studi suggeriscono che il lavaggio con acqua e aceto sia più efficace, ma non elimina completamente il parassita, soprattutto nei cibi più porosi.

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