Viktor Orbán sarebbe tra i profili presi in considerazione dall'amministrazione Trump per la successione ad António Guterres alla guida delle Nazioni Unite: secondo il Wall Street Journal, Washington avrebbe sondato la disponibilità dell'ex premier ungherese a candidarsi con il sostegno congiunto di Stati Uniti, Russia e Cina. L'ipotesi sarebbe emersa in colloqui tra funzionari americani e controparti di Mosca e Pechino, che avrebbero accolto favorevolmente il nome di Orbán; lo stesso ex premier si sarebbe detto aperto alla candidatura, ma solo in presenza di concrete possibilità di successo. Il presidente Donald Trump e il vicepresidente JD Vance sarebbero pronti a sostenerlo formalmente, con un eventuale annuncio dopo le elezioni di metà mandato di novembre e al Palazzo di Vetro si ritiene che Orbán potrebbe raccogliere almeno otto voti nel Consiglio di Sicurezza, potenzialmente fino a dieci. Restano però forti incognite: la nomina richiede il via libera del Consiglio, dove Francia e Regno Unito potrebbero esercitare il veto contro l'ex leader ungherese, rendendo difficile un accordo.
Orbán candidato a segretario ONU: lo sostengono USA, Russia e Cina
Viktor Orbán sarebbe tra i profili presi in considerazione dall'amministrazione Trump per la successione ad António Guterres alla guida delle Nazioni Unite: secondo il Wall Street Journal, Washington avrebbe sondato la disponibilità dell'ex premier ungherese...

Viktor Orbán sarebbe tra i profili presi in considerazione dall'amministrazione Trump per la successione ad António Guterres alla guida delle Nazioni Unite: secondo il Wall Street Journal, Washington avrebbe sondato la disponibilità dell'ex premier ungherese a candidarsi con il sostegno congiunto di Stati Uniti, Russia e Cina. L'ipotesi sarebbe emersa in colloqui tra funzionari americani e controparti di Mosca e Pechino, che avrebbero accolto favorevolmente il nome di Orbán; lo stesso ex premier si sarebbe detto aperto alla candidatura, ma solo in presenza di concrete possibilità di successo. Il presidente Donald Trump e il vicepresidente JD Vance sarebbero pronti a sostenerlo formalmente, con un eventuale annuncio dopo le elezioni di metà mandato di novembre e al Palazzo di Vetro si ritiene che Orbán potrebbe raccogliere almeno otto voti nel Consiglio di Sicurezza, potenzialmente fino a dieci. Restano però forti incognite: la nomina richiede il via libera del Consiglio, dove Francia e Regno Unito potrebbero esercitare il veto contro l'ex leader ungherese, rendendo difficile un accordo.
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