I LAVORI NONOSTANTE L'ESENZIONE NEGATA - A Muhos, nel nord della Finlandia, Google ha disboscato in pochi mesi un'area di 3,3 chilometri quadrati di foresta, l'equivalente di circa 462 campi da calcio, per costruire un data center destinato a ospitare server e infrastrutture digitali. I lavori sono però fermi dall'inizio di ottobre: l'agenzia finlandese per le licenze e la vigilanza li ha ritenuti irregolari e ne ha ordinato la sospensione, insieme a quelli del sito di Otanmäki, vicino a Kajaani. Secondo l'inchiesta del quotidiano "Helsingin Sanomat", Google ha proceduto al disboscamento senza completare la valutazione di impatto ambientale richiesta dalla legge per superfici superiori a 2 chilometri quadrati. La filiale Tuike Finland aveva chiesto un'esenzione, ma l'agenzia l'aveva negata: i lavori sono comunque continuati. L'azienda ha ammesso possibili irregolarità e si è scusata, sostenendo di aver agito secondo la propria interpretazione delle norme.
IL DESTINO DEGLI ANIMALI - Le preoccupazioni riguardano soprattutto l'ambiente: l'area è ormai una distesa di fango e solchi lasciati dai macchinari e le acque sporche confluiscono in un ruscello che alimenta il fiume Oulujoki. Secondo un'ecologa intervistata dal "Guardian", tra i due cantieri sono stati abbattuti circa 400mila alberi. Gli abitanti riferiscono inoltre che lupi e altri animali, privati del loro habitat, si stanno avvicinando ai paesi. Il caso ha riacceso il dibattito sui costi ambientali dei data center in Finlandia, dove ne sono previsti 145. I cantieri fanno parte di un investimento Google da 13 miliardi di euro, il più grande mai annunciato nel paese: un progetto incoraggiato dal governo, ma sempre più contestato dalle comunità locali e dalle associazioni ambientaliste.

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