Domani circa 7,3 milioni di israeliani saranno chiamati a eleggere i 120 membri della 26ª Knesset, nelle prime elezioni dall'attacco di Hamas del 7 ottobre 2023 e dall'inizio della guerra a Gaza. Il sistema è proporzionale con liste bloccate e soglia di sbarramento al 3,25% e per governare servono almeno 61 seggi. A sfidarsi sono il premier Benjamin Netanyahu, alla guida del Likud e di una coalizione con partiti ultraortodossi e di estrema destra e Gadi Eisenkot, ex capo di stato maggiore dell'esercito e leader del centrista Yashar, sostenuto da un fronte di opposizione che comprende Bennett, Lapid, Lieberman e Golan. Gli ultimi sondaggi vedono Yashar leggermente avanti al Likud, ma nessuno dei due blocchi sembrerebbe raggiungere la maggioranza: l'opposizione si fermerebbe intorno a 54 seggi, il partito di Netanyahu a circa 50. Lo scenario più probabile resta quindi lo stallo, con i partiti arabi, accreditati di circa 14-15 seggi, in posizione decisiva, anche se entrambi gli schieramenti escludono di governare con loro.
Israele al voto il 27 ottobre: sfida Netanyahu-Eisenkot e rischio stallo
Domani circa 7,3 milioni di israeliani saranno chiamati a eleggere i 120 membri della 26ª Knesset, nelle prime elezioni dall'attacco di Hamas del 7 ottobre 2023 e dall'inizio della guerra a Gaza. Il sistema è proporzionale con liste bloccate e soglia di...

Domani circa 7,3 milioni di israeliani saranno chiamati a eleggere i 120 membri della 26ª Knesset, nelle prime elezioni dall'attacco di Hamas del 7 ottobre 2023 e dall'inizio della guerra a Gaza. Il sistema è proporzionale con liste bloccate e soglia di sbarramento al 3,25% e per governare servono almeno 61 seggi. A sfidarsi sono il premier Benjamin Netanyahu, alla guida del Likud e di una coalizione con partiti ultraortodossi e di estrema destra e Gadi Eisenkot, ex capo di stato maggiore dell'esercito e leader del centrista Yashar, sostenuto da un fronte di opposizione che comprende Bennett, Lapid, Lieberman e Golan. Gli ultimi sondaggi vedono Yashar leggermente avanti al Likud, ma nessuno dei due blocchi sembrerebbe raggiungere la maggioranza: l'opposizione si fermerebbe intorno a 54 seggi, il partito di Netanyahu a circa 50. Lo scenario più probabile resta quindi lo stallo, con i partiti arabi, accreditati di circa 14-15 seggi, in posizione decisiva, anche se entrambi gli schieramenti escludono di governare con loro.
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