"Manifestare è un diritto, devastare le nostre città no": così la premier Giorgia Meloni ha presentato il decreto approvato dal Consiglio dei ministri dopo gli scontri degli ultimi giorni, che hanno lasciato oltre 100 agenti feriti e, secondo Confcommercio, danni per circa un milione di euro nella sola Milano. La misura più rilevante è il nuovo reato di partecipazione violenta alle manifestazioni, punito con la reclusione da 2 a 5 anni e una multa da 10mila a 20mila euro per chi, in un gruppo organizzato di più di cinque persone, usa mazze, bastoni o esplosivi, con pene più alte per chi travisa il proprio volto o colpisce infrastrutture pubbliche; chi organizza i gruppi tramite social, messenger e qualsiasi altro strumento digitale rischia da 4 a 12 anni. Stretta anche sui minori: dai 14 anni saranno imputabili fino a prova contraria e anche per loro sarà possibile il fermo preventivo, mentre ai genitori dei minorenni coinvolti in danneggiamenti potranno essere inflitte sanzioni da 500 fino a 2mila euro. Arrivano poi aggravanti per devastazione, saccheggio e attentato a impianti di pubblica utilità, il nuovo reato di danneggiamento di gruppo, l'arresto facoltativo in flagranza differita e la possibilità per il questore di vietare di radunarsi a chi, in cinque o più, tiene comportamenti intimidatori o violenti. Confermati i 500 militari in più a Milano fino al 31 dicembre 2026, ma senza i poteri di polizia giudiziaria annunciati nei giorni scorsi: la norma è stata stralciata dopo le perplessità che gli uffici del Quirinale avrebbero espresso al governo.
Decreto cortei: nuovo reato di partecipazione violenta alle manifestazioni, stretta sui minori e 500 militari a Milano
"Manifestare è un diritto, devastare le nostre città no": così la premier Giorgia Meloni ha presentato il decreto approvato dal Consiglio dei ministri dopo gli scontri degli ultimi giorni, che hanno lasciato oltre 100 agenti feriti e, secondo Confcommercio...

"Manifestare è un diritto, devastare le nostre città no": così la premier Giorgia Meloni ha presentato il decreto approvato dal Consiglio dei ministri dopo gli scontri degli ultimi giorni, che hanno lasciato oltre 100 agenti feriti e, secondo Confcommercio, danni per circa un milione di euro nella sola Milano. La misura più rilevante è il nuovo reato di partecipazione violenta alle manifestazioni, punito con la reclusione da 2 a 5 anni e una multa da 10mila a 20mila euro per chi, in un gruppo organizzato di più di cinque persone, usa mazze, bastoni o esplosivi, con pene più alte per chi travisa il proprio volto o colpisce infrastrutture pubbliche; chi organizza i gruppi tramite social, messenger e qualsiasi altro strumento digitale rischia da 4 a 12 anni. Stretta anche sui minori: dai 14 anni saranno imputabili fino a prova contraria e anche per loro sarà possibile il fermo preventivo, mentre ai genitori dei minorenni coinvolti in danneggiamenti potranno essere inflitte sanzioni da 500 fino a 2mila euro. Arrivano poi aggravanti per devastazione, saccheggio e attentato a impianti di pubblica utilità, il nuovo reato di danneggiamento di gruppo, l'arresto facoltativo in flagranza differita e la possibilità per il questore di vietare di radunarsi a chi, in cinque o più, tiene comportamenti intimidatori o violenti. Confermati i 500 militari in più a Milano fino al 31 dicembre 2026, ma senza i poteri di polizia giudiziaria annunciati nei giorni scorsi: la norma è stata stralciata dopo le perplessità che gli uffici del Quirinale avrebbero espresso al governo.
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