COSA STA SUCCEDENDO - Dopo le proteste del 17 ottobre contro il caro vita e il peggioramento dei servizi pubblici, degenerate in molte città in violenze e saccheggi, la merce sottratta dai negozi ha cominciato a comparire sui marketplace. Gli annunci sospetti sono spuntati su Vinted, Leboncoin ed eBay a poche ore dai disordini, mentre i commercianti stavano ancora ripulendo le vetrine. Il governo è intervenuto: la ministra delegata al Digitale, Anne Le Hénanff, ha convocato le piattaforme chiedendo di individuare e rimuovere subito le inserzioni. Vinted fa sapere di averne già eliminate alcune, di applicare la tolleranza zero e di essere pronta a collaborare con le autorità.
IL BOTTINO IN VETRINA - C'è chi ha pensato di fare della provenienza un punto di forza: alcuni "venditori" hanno scritto nell'annuncio che l'articolo, per esempio un maglione, era stato "rubato durante la manifestazione del 17 ottobre", quasi fosse un'edizione limitata. Tra sneakers Nike, maglie sportive, accessori di lusso e sacchetti di cosmetici Sephora offerti per pochi euro, il caso più discusso è una maglia del Lille proposta con il dispositivo antitaccheggio ancora attaccato, un dettaglio che rende questa sorta di "usato" un po' troppo nuovo. Molti account sono stati aperti da poco e non tutti gli annunci sono autentici: sarà l'inchiesta a stabilire cosa viene davvero dai negozi razziati.
I RISCHI PER CHI COMPRA - Ciò che può sembrare un affare può costare caro. In Francia chi acquista consapevolmente un bene rubato rischia l'accusa di ricettazione, con pene che possono arrivare a cinque anni di carcere e 375mila euro di multa. Anche chi compra senza sapere può essere costretto a restituire l'oggetto al legittimo proprietario. Un prezzo basso non basta a dimostrare che un articolo sia rubato, ma cartellini antitaccheggio, riferimenti ai saccheggi e grandi quantità di capi nuovi sono segnali d'allarme.

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