La Polonia chiede alla NATO di prepararsi a un possibile attacco ibrido russo che possa causare vittime: è l'avvertimento del ministro degli Esteri Radosław Sikorski, secondo cui sabotaggi, cyberattacchi e violazioni dello spazio aereo attribuiti a Mosca stanno rendendo sempre più concreto il rischio che qualcuno perda la vita. Il ministro non invita a una risposta automatica, ma avverte che delle vittime porrebbero l'Alleanza davanti a "una conversazione molto seria", senza però definire una soglia condivisa per stabilire quando un'azione ibrida possa essere considerata un vero attacco. Sul piano militare, il comandante supremo della NATO in Europa, il generale Alexus Grynkewich, ha illustrato un piano difensivo -l'Eastern Flank Deterrence Initiative- pensato per bloccare nelle fasi iniziali un'eventuale offensiva russa contro un Paese membro, con droni, sensori, sistemi robotici, missili a lungo raggio e una rete digitale di coordinamento; azioni di forza su obiettivi in Kaliningrad, nelle zone vicino a San Pietroburgo e in Bielorussia sarebbero contemplate solo in caso di aggressione. La prosecuzione di incidenti ibridi resta quindi molto probabile, così come nuove consultazioni tra gli alleati ai sensi dell'articolo 4, già invocate da Polonia ed Estonia dopo alcune violazioni del loro spazio aereo; molto meno probabile, invece, è nel breve periodo l'attivazione dell'articolo 5, la clausola di difesa reciproca, che, come ormai tutti sanno, per essere attivata richiede un attacco armato chiaro contro uno Stato membro. Un conflitto convenzionale tra Russia e NATO non appare imminente: il piano della NATO è soprattutto una strategia di deterrenza, volta a rendere più costosa e difficile un'eventuale aggressione, non una decisione di attacco preventivo.
La Polonia avverte la NATO: "Se un attacco ibrido russo farà vittime, servirà una risposta seria"
La Polonia chiede alla NATO di prepararsi a un possibile attacco ibrido russo che possa causare vittime: è l'avvertimento del ministro degli Esteri Radosław Sikorski, secondo cui sabotaggi, cyberattacchi e violazioni dello spazio aereo attribuiti a Mosca...

La Polonia chiede alla NATO di prepararsi a un possibile attacco ibrido russo che possa causare vittime: è l'avvertimento del ministro degli Esteri Radosław Sikorski, secondo cui sabotaggi, cyberattacchi e violazioni dello spazio aereo attribuiti a Mosca stanno rendendo sempre più concreto il rischio che qualcuno perda la vita. Il ministro non invita a una risposta automatica, ma avverte che delle vittime porrebbero l'Alleanza davanti a "una conversazione molto seria", senza però definire una soglia condivisa per stabilire quando un'azione ibrida possa essere considerata un vero attacco. Sul piano militare, il comandante supremo della NATO in Europa, il generale Alexus Grynkewich, ha illustrato un piano difensivo -l'Eastern Flank Deterrence Initiative- pensato per bloccare nelle fasi iniziali un'eventuale offensiva russa contro un Paese membro, con droni, sensori, sistemi robotici, missili a lungo raggio e una rete digitale di coordinamento; azioni di forza su obiettivi in Kaliningrad, nelle zone vicino a San Pietroburgo e in Bielorussia sarebbero contemplate solo in caso di aggressione. La prosecuzione di incidenti ibridi resta quindi molto probabile, così come nuove consultazioni tra gli alleati ai sensi dell'articolo 4, già invocate da Polonia ed Estonia dopo alcune violazioni del loro spazio aereo; molto meno probabile, invece, è nel breve periodo l'attivazione dell'articolo 5, la clausola di difesa reciproca, che, come ormai tutti sanno, per essere attivata richiede un attacco armato chiaro contro uno Stato membro. Un conflitto convenzionale tra Russia e NATO non appare imminente: il piano della NATO è soprattutto una strategia di deterrenza, volta a rendere più costosa e difficile un'eventuale aggressione, non una decisione di attacco preventivo.
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