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Fucilazione in diretta per il responsabile della strage di Fort Hood: l'esecuzione il 3 dicembre

L'esecuzione di Nidal Hasan, ex maggiore e psichiatra dell'esercito statunitense condannato a morte per la strage del 2009 alla base di Fort Hood, si terrà il 3 dicembre e sarà trasmessa in diretta streaming. Lo ha confermato...

Fucilazione in diretta per il responsabile della strage di Fort Hood: l'esecuzione il 3 dicembre

"LA GENTE DEVE POTERLA VEDERE" - L'esecuzione di Nidal Hasan, ex maggiore e psichiatra dell'esercito statunitense condannato a morte per la strage del 2009 alla base di Fort Hood, si terrà il 3 dicembre e sarà trasmessa in diretta streaming. Lo ha confermato il Dipartimento della Difesa americano dopo che il segretario alla Difesa Pete Hegseth, intervistato dall'emittente conservatrice "Real America's Voice", aveva definito la decisione "una scelta scontata": "Faremo in modo che la gente possa vederla, che sia pubblica". Hasan sarà fucilato da un plotone di soldati alle ore 13 locali, lo stesso orario in cui compì la strage. L'esecuzione, già approvata dal presidente Donald Trump, sarà la prima eseguita dalle forze armate statunitensi dal 1961, quando il soldato John A. Bennett fu impiccato per stupro e tentato omicidio e la prima tramite plotone d'esecuzione dalla Seconda guerra mondiale. Al momento non è chiaro se la trasmissione avverrà su un canale ufficiale del Pentagono o tramite altre modalità, mentre secondo alcuni esperti di diritto militare Hasan potrebbe ancora presentare ricorso in sede civile e quindi ritardare l'esecuzione.

LA STRAGE DI FORT HOOD - Il 5 novembre 2009 Hasan, allora maggiore e psichiatra dell'esercito, entrò nel Soldier Readiness Processing Center della base di Fort Hood, in Texas, dove i militari si sottoponevano ai controlli medici prima e dopo le missioni operative. Dopo aver fatto uscire un'impiegata civile dalla stanza, gridò "Allahu Akbar" e aprì il fuoco con due pistole, uccidendo 13 persone, tra soldati e civili e ferendone 32. L'attacco si concluse quando un agente di polizia lo colpì e lo immobilizzò. Le indagini successive collegarono Hasan, musulmano praticante, a una corrispondenza via email con il religioso radicale Anwar al-Awlaki, legato ad al-Qaeda nella Penisola arabica, avviata nei mesi precedenti alla strage. Secondo i familiari, Hasan si opponeva al proprio imminente trasferimento in Afghanistan e alla partecipazione alle guerre in Iraq e nello stesso Afghanistan; al processo del 2013, concluso con la condanna per tutti i 42 capi d'imputazione e la pena di morte, si dichiarò lui stesso autore dell'attacco, definendosi "parte dei mujaheddin".

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