La Camera ha approvato in via definitiva, con voto segreto, la nuova legge elettorale: 227 sì e 164 no, tra le proteste dell'opposizione, che ha esposto cartelli con scritte come "legge truffa" al momento del voto finale. Tra le novità principali ci sono il ritorno del voto di preferenza, assente da oltre trent'anni, il voto fuori sede per studenti, lavoratori e caregiver e regole pensate per garantire maggiore stabilità ai governi. La premier Giorgia Meloni ha rivendicato l'unità del centrodestra e la possibilità per gli elettori di scegliere "partito, coalizione, programma, candidato premier e parlamentare", mentre il vicepremier Antonio Tajani ha sottolineato l'assenza di franchi tiratori nella maggioranza, smentendo al contempo le ipotesi di un voto anticipato a giugno. Dura la reazione delle opposizioni: la segretaria del PD Elly Schlein ha accusato il governo di aver cambiato la legge per paura di perdere, definendo il provvedimento "un antipasto di premierato" approvato senza passare da una riforma costituzionale, mentre il leader del M5S Giuseppe Conte ha criticato in particolare l'aumento delle firme necessarie per le nuove formazioni politiche, da circa 40mila a oltre 400mila, parlando di norma "liberticida".
Approvata la nuova legge elettorale: preferenze e voto fuori sede, scontro in aula
La Camera ha approvato in via definitiva, con voto segreto, la nuova legge elettorale: 227 sì e 164 no, tra le proteste dell'opposizione, che ha esposto cartelli con scritte come "legge truffa" al momento del voto finale. Tra le novità principali ci sono il...

La Camera ha approvato in via definitiva, con voto segreto, la nuova legge elettorale: 227 sì e 164 no, tra le proteste dell'opposizione, che ha esposto cartelli con scritte come "legge truffa" al momento del voto finale. Tra le novità principali ci sono il ritorno del voto di preferenza, assente da oltre trent'anni, il voto fuori sede per studenti, lavoratori e caregiver e regole pensate per garantire maggiore stabilità ai governi. La premier Giorgia Meloni ha rivendicato l'unità del centrodestra e la possibilità per gli elettori di scegliere "partito, coalizione, programma, candidato premier e parlamentare", mentre il vicepremier Antonio Tajani ha sottolineato l'assenza di franchi tiratori nella maggioranza, smentendo al contempo le ipotesi di un voto anticipato a giugno. Dura la reazione delle opposizioni: la segretaria del PD Elly Schlein ha accusato il governo di aver cambiato la legge per paura di perdere, definendo il provvedimento "un antipasto di premierato" approvato senza passare da una riforma costituzionale, mentre il leader del M5S Giuseppe Conte ha criticato in particolare l'aumento delle firme necessarie per le nuove formazioni politiche, da circa 40mila a oltre 400mila, parlando di norma "liberticida".
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