ACTION MOVIE O COMMEDIA INVOLONTARIA? - "Commando", diretto da Mark L. Lester e uscito nelle sale americane il 4 ottobre 1985, racconta la storia del colonnello John Matrix, ex membro delle forze speciali dell'esercito statunitense che vive isolato sulle montagne con la figlia Jenny di 10 anni, finché un gruppo di criminali guidato dall'ex dittatore sudamericano Arius non la rapisce per costringerlo a un ultimo, sporco lavoro. Da lì in poi il film smette praticamente di avere una trama per diventare una sequenza quasi ininterrotta di combattimenti, fino al leggendario assalto finale sull'isola del cattivo, in cui Matrix fa letteralmente piazza pulita: a seconda di chi fa il conto, le vittime totali del film oscillano tra le 80 e le 130, un numero che resta tra i più alti mai registrati in un singolo film d'azione. È una pellicola invecchiata? Sì, ma in un modo che oggi la rende ancora più godibile: con gli occhi del 2026, l'idea che un uomo possa eliminare da solo un intero esercito, saltare giù da un aereo aggrappato al carrello mentre decolla e sopravvivere senza un graffio a una pioggia di proiettili, sfiora il ridicolo e proprio per questo funziona come commedia involontaria tanto quanto come action movie. Arnold Schwarzenegger, all'apice della forma fisica, recita a stento, ma la sua fisicità monumentale e le battute a effetto (diventate un marchio di fabbrica della sua intera carriera) bastano a reggere un film che non si prende mai troppo sul serio.
"COMMANDO" VISTO OGGI - Guardare "Commando" oggi serve anche a misurare quanto è cambiato il cinema d'azione da allora. Gli anni Ottanta hanno costruito un immaginario fatto di eroi solitari, muscoli, battute taglienti e una violenza quasi fumettistica, priva di conseguenze reali: un linguaggio che ha profondamente plasmato il modo in cui l'America e il mondo intero hanno pensato alla forza militare, al coraggio individuale e persino alla politica estera, con il "bravo americano" che risolve da solo problemi che la diplomazia non riesce a sciogliere. I film d'azione di oggi, vedi "John Wick" o le ultime saghe di supereroi, sono tecnicamente più sofisticati ma anche più cinici, autoironici o appesantiti da trame complesse: quella semplicità quasi infantile di "Commando", un uomo, una missione, un centinaio di nemici da eliminare, si è un po' persa per strada. E a volte quell'immaginario torna a fare capolino anche nella cronaca reale: la cattura di Nicolás Maduro nel gennaio 2026, con un blitz notturno delle forze speciali americane nella sua camera da letto e il trasferimento fuori dal Paese su una nave militare, ha per certi versi ricordato proprio quel tipo di narrazione; un'operazione muscolare e spettacolare, raccontata quasi come un film, a dimostrazione di quanto certi cliché nati nel cinema degli anni Ottanta siano rimasti impressi nell'immaginario collettivo americano molto più a lungo di quanto chiunque, nel 1985, avrebbe previsto.

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