DA YOUTUBE ALLA PROGRAMMAZIONE - PewDiePie, vero nome Felix Kjellberg, è uno youtuber svedese diventato il creator più seguito al mondo per quasi un decennio, con un canale nato nel 2010 e famoso inizialmente per i video di reazioni e commenti ai videogiochi horror. Nel tempo ha ampliato i suoi contenuti con vlog, meme e critiche culturali, mantenendo sempre un seguito enorme e una posizione di rilievo nella storia di YouTube, pur avendo perso negli ultimi anni il primato assoluto di iscritti. Più di recente Kjellberg ha spostato parte della sua attenzione verso la tecnologia e la privacy digitale, lanciando nel maggio 2026 Odysseus, un ambiente di lavoro open source e autogestito pensato come alternativa ai chatbot basati su cloud, capace di gestire ricerche web, email e calendario direttamente sul proprio computer, senza passare dai server di terze parti. Proprio nello sviluppo di Ajax, il modello di intelligenza artificiale open source da 9 miliardi di parametri che fa funzionare Odysseus e che Kjellberg ha presentato il 2 ottobre, è nato lo scontro con OpenAI.
DUE BAN E SCONTRO TOTALE - Secondo quanto raccontato dallo stesso Kjellberg in un video, OpenAI ha sospeso il suo account due volte: la prima per aver rilevato un tentativo di "distillazione", cioè l'uso delle risposte generate da un modello più grande (in questo caso Sol, un modello di OpenAI) per addestrarne uno più piccolo, pratica vietata dai termini di servizio quando serve a costruire un prodotto concorrente. Dopo un ricorso, l'account era stato riattivato, ma è stato bloccato di nuovo quando Kjellberg ha eseguito nuovamente il modello per generare altri dati di addestramento. Ajax, basato sul modello Qwen3.5-9B di Alibaba e de-censurato tramite uno strumento open source chiamato Heretic, non ha ancora una scheda tecnica ufficiale né benchmark pubblici. La vicenda, raccontata solo dal punto di vista di Kjellberg e non confermata nei dettagli da OpenAI, ha riacceso il dibattito sulla distillazione: una pratica che le grandi aziende di intelligenza artificiale contestano quando viene usata contro di loro, dopo aver addestrato a loro volta i propri modelli su enormi quantità di contenuti online, spesso senza il consenso esplicito di chi li ha creati.

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