Le grandi amicizie internazionali, si sa, finiscono quasi sempre per motivi seri: divergenze politiche, interessi contrastanti, segreti di Stato. Quella tra Dennis Rodman e Kim Jong-un, a quanto pare, si sarebbe invece arenata su un episodio decisamente meno nobile. Secondo quanto scritto dal giornalista Josh Rogin, columnist del "Washington Post", il leader nordcoreano avrebbe interrotto il rapporto con l'ex stella NBA dopo il suo ultimo viaggio a Pyongyang, quando Rodman, ubriaco fradicio, avrebbe vomitato e defecato sul pavimento della camera d'albergo dov'era ospitato. "Kim Jong-un ha chiuso la sua amicizia con Rodman dopo l'ultima visita, in cui l'atleta si sarebbe ubriacato pesantemente e avrebbe defecato sul pavimento della stanza d'hotel. Non può più aiutare Trump con la diplomazia nordcoreana", ha scritto Rogin su X. La vicenda, va detto, non è nuova: risale a un episodio del 2014 al Koryo Hotel di Pyongyang, raccontato all'epoca da fonti sudcoreane e mai confermato ufficialmente, secondo cui Rodman si sarebbe comportato in modo incontrollabile durante uno dei suoi soggiorni, al punto da spingerlo a entrare in un programma di disintossicazione dall'alcol una volta tornato negli Stati Uniti. Anche il "Denver Post" aveva definito quel viaggio del 2014 "un disastro" e le autorità nordcoreane avrebbero fatto sapere a Rodman che non sarebbe stato il benvenuto finché non avesse affrontato il problema con l'alcol. A riportare a galla la storia, proprio in questi giorni, è il fatto che Donald Trump starebbe valutando un nuovo incontro con Kim Jong-un e avrebbe pensato di coinvolgere nuovamente Rodman come canale informale, secondo quanto riportato dal "New York Post": un'ipotesi che, alla luce del vecchio precedente igienico-diplomatico, sembra essere definitivamente tramontata. Resta il fatto che si tratta di ricostruzioni di seconda mano, mai confermate né da Rodman né da fonti nordcoreane, relative a un episodio di oltre dieci anni fa. Ma se c'è una cosa che la storia di questa bizzarra amicizia ci ha insegnato, è che la diplomazia sportiva, ogni tanto, può naufragare nei modi più impensabili.
Altro che accordo di pace: l'amicizia tra Kim Jong-un e Dennis Rodman sarebbe finita per questioni... intestinali!
Le grandi amicizie internazionali, si sa, finiscono quasi sempre per motivi seri: divergenze politiche, interessi contrastanti, segreti di Stato. Quella tra Dennis Rodman e Kim Jong-un, a quanto pare, si sarebbe invece arenata su un episodio decisamente meno...

Le grandi amicizie internazionali, si sa, finiscono quasi sempre per motivi seri: divergenze politiche, interessi contrastanti, segreti di Stato. Quella tra Dennis Rodman e Kim Jong-un, a quanto pare, si sarebbe invece arenata su un episodio decisamente meno nobile. Secondo quanto scritto dal giornalista Josh Rogin, columnist del "Washington Post", il leader nordcoreano avrebbe interrotto il rapporto con l'ex stella NBA dopo il suo ultimo viaggio a Pyongyang, quando Rodman, ubriaco fradicio, avrebbe vomitato e defecato sul pavimento della camera d'albergo dov'era ospitato. "Kim Jong-un ha chiuso la sua amicizia con Rodman dopo l'ultima visita, in cui l'atleta si sarebbe ubriacato pesantemente e avrebbe defecato sul pavimento della stanza d'hotel. Non può più aiutare Trump con la diplomazia nordcoreana", ha scritto Rogin su X. La vicenda, va detto, non è nuova: risale a un episodio del 2014 al Koryo Hotel di Pyongyang, raccontato all'epoca da fonti sudcoreane e mai confermato ufficialmente, secondo cui Rodman si sarebbe comportato in modo incontrollabile durante uno dei suoi soggiorni, al punto da spingerlo a entrare in un programma di disintossicazione dall'alcol una volta tornato negli Stati Uniti. Anche il "Denver Post" aveva definito quel viaggio del 2014 "un disastro" e le autorità nordcoreane avrebbero fatto sapere a Rodman che non sarebbe stato il benvenuto finché non avesse affrontato il problema con l'alcol. A riportare a galla la storia, proprio in questi giorni, è il fatto che Donald Trump starebbe valutando un nuovo incontro con Kim Jong-un e avrebbe pensato di coinvolgere nuovamente Rodman come canale informale, secondo quanto riportato dal "New York Post": un'ipotesi che, alla luce del vecchio precedente igienico-diplomatico, sembra essere definitivamente tramontata. Resta il fatto che si tratta di ricostruzioni di seconda mano, mai confermate né da Rodman né da fonti nordcoreane, relative a un episodio di oltre dieci anni fa. Ma se c'è una cosa che la storia di questa bizzarra amicizia ci ha insegnato, è che la diplomazia sportiva, ogni tanto, può naufragare nei modi più impensabili.
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Basket Connection
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