Sulla "Gazzetta dello Sport", in occasione del via all'EuroLeague, Dan Peterson firma il consueto editoriale di incoraggiamento per le due italiane, Virtus Bologna e Olimpia Milano, entrambe caricate di aspettative dai media nonostante i ranking le vedano tutt'altro che favorite: l'Olimpia non raggiunge i playoff della massima competizione continentale da quasi cinque anni, mentre la Virtus parte quest'anno con un pronostico infausto, al penultimo posto, davanti solo al Baskonia. Sulla squadra di coach Alex Mumbrù, Peterson sottolinea l'intenzione di giocare a ritmi alti, uno stile che richiede un grande dispendio di energie ma che, se sostenuto evitando infortuni e allungando la rotazione, potrebbe permettere alla Virtus di sorprendere. Per l'Olimpia di Peppe Poeta, invece, Dan elogia la scelta di puntare su una rosa lunga di 12 giocatori e su una "mentalità pirata" capace di dare identità al gruppo, sostenendo che solo un'intensità del 100% per tutti i 40 minuti potrà regalare qualche sorpresa nelle partite più equilibrate. Sono parole di incoraggiamento comprensibili alla vigilia di una stagione, ma che vanno lette con il dovuto scetticismo: da anni ormai le squadre italiane si presentano in EuroLeague con proclami simili, salvo poi faticare sistematicamente nella fase a gironi, complici budget lontani da quelli dei grandi club spagnoli, turchi e greci. L'auspicio di Peterson che entusiasmo e identità di squadra possano colmare il gap con avversarie più attrezzate è legittimo, ma la storia recente del basket italiano in Europa invita quantomeno a moderare le attese prima di gioire in anticipo.
Dan Peterson promette sorprese da Virtus e Olimpia in EuroLeague, ma lo sentiamo dire ogni anno
Sulla "Gazzetta dello Sport", in occasione del via all'EuroLeague, Dan Peterson firma il consueto editoriale di incoraggiamento per le due italiane, Virtus Bologna e Olimpia Milano, entrambe caricate di aspettative dai media nonostante i ranking le vedano...

Sulla "Gazzetta dello Sport", in occasione del via all'EuroLeague, Dan Peterson firma il consueto editoriale di incoraggiamento per le due italiane, Virtus Bologna e Olimpia Milano, entrambe caricate di aspettative dai media nonostante i ranking le vedano tutt'altro che favorite: l'Olimpia non raggiunge i playoff della massima competizione continentale da quasi cinque anni, mentre la Virtus parte quest'anno con un pronostico infausto, al penultimo posto, davanti solo al Baskonia. Sulla squadra di coach Alex Mumbrù, Peterson sottolinea l'intenzione di giocare a ritmi alti, uno stile che richiede un grande dispendio di energie ma che, se sostenuto evitando infortuni e allungando la rotazione, potrebbe permettere alla Virtus di sorprendere. Per l'Olimpia di Peppe Poeta, invece, Dan elogia la scelta di puntare su una rosa lunga di 12 giocatori e su una "mentalità pirata" capace di dare identità al gruppo, sostenendo che solo un'intensità del 100% per tutti i 40 minuti potrà regalare qualche sorpresa nelle partite più equilibrate. Sono parole di incoraggiamento comprensibili alla vigilia di una stagione, ma che vanno lette con il dovuto scetticismo: da anni ormai le squadre italiane si presentano in EuroLeague con proclami simili, salvo poi faticare sistematicamente nella fase a gironi, complici budget lontani da quelli dei grandi club spagnoli, turchi e greci. L'auspicio di Peterson che entusiasmo e identità di squadra possano colmare il gap con avversarie più attrezzate è legittimo, ma la storia recente del basket italiano in Europa invita quantomeno a moderare le attese prima di gioire in anticipo.
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Basket Connection
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