Nella provincia orientale cinese dello Shandong, come in altre aree del paese, cittadini comuni vengono reclutati e pagati per registrare con lo smartphone o con telecamere indossabili le proprie attività domestiche quotidiane (cucinare, fare il bucato, pulire casa), al fine di generare dati utilizzabili per addestrare robot capaci di svolgere compiti simili nel mondo reale, nell'ambito della corsa cinese alla cosiddetta "embodied AI". Tra i casi riportati dai media internazionali c'è quello di Gao Bo, casalinga cinquantenne dello Shandong, che ha raccontato di guadagnare circa 120 yuan (poco più di 16 euro) per sei ore di riprese quotidiane dei propri gesti domestici, video poi processati e trasformati in materiale di addestramento per gli umanoidi. Il fenomeno non è isolato: colossi come JD.com stanno investendo massicciamente in questo tipo di raccolta dati su scala nazionale, puntando a coinvolgere centinaia di migliaia di lavoratori in tutto il paese, mentre la Cina ha già costruito decine di centri statali dedicati alla raccolta di questi dati "robotici", superando per ricchezza e diversità dei dataset quanto realizzato finora nel settore da altri paesi.
Cina, cittadini pagati per filmare i lavori domestici e addestrare robot umanoidi
Nella provincia orientale cinese dello Shandong, come in altre aree del paese, cittadini comuni vengono reclutati e pagati per registrare con lo smartphone o con telecamere indossabili le proprie attività domestiche quotidiane (cucinare, fare il bucato...

Nella provincia orientale cinese dello Shandong, come in altre aree del paese, cittadini comuni vengono reclutati e pagati per registrare con lo smartphone o con telecamere indossabili le proprie attività domestiche quotidiane (cucinare, fare il bucato, pulire casa), al fine di generare dati utilizzabili per addestrare robot capaci di svolgere compiti simili nel mondo reale, nell'ambito della corsa cinese alla cosiddetta "embodied AI". Tra i casi riportati dai media internazionali c'è quello di Gao Bo, casalinga cinquantenne dello Shandong, che ha raccontato di guadagnare circa 120 yuan (poco più di 16 euro) per sei ore di riprese quotidiane dei propri gesti domestici, video poi processati e trasformati in materiale di addestramento per gli umanoidi. Il fenomeno non è isolato: colossi come JD.com stanno investendo massicciamente in questo tipo di raccolta dati su scala nazionale, puntando a coinvolgere centinaia di migliaia di lavoratori in tutto il paese, mentre la Cina ha già costruito decine di centri statali dedicati alla raccolta di questi dati "robotici", superando per ricchezza e diversità dei dataset quanto realizzato finora nel settore da altri paesi.
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