C'è un video che da anni resiste a ogni logica di scadenza sui social: quello di Messico-Slovacchia, gara del gruppo C ai Mondiali FIBA Under 17 femminili del 2014, in cui un libero sbagliato di Claudia Ramos innesca una sequenza da manuale del nonsense cestistico: dopo il rimbalzo slovacco, la quindicenne Nikola Kováčiková, disorientata, segna nel proprio canestro regalando due punti al Messico. Un episodio oggettivamente esilarante, entrato di diritto nella hall of fame dei "basketball fails", che però da qualche tempo è stato adottato come cavallo di battaglia da una certa fetta di internet, profili vicini alla manosfera che campano di clip fuori contesto, come prova provata che il basket femminile "non è uno sport vero". Il ragionamento fa acqua da ogni lato: un episodio isolato di disorientamento, capitato peraltro a una ragazza di appena 15 anni al debutto in un torneo iridato, viene spacciato come rappresentativo di un intero movimento sportivo, ignorando bellamente che autogol e sviste simili popolano da sempre gli highlights di ogni categoria e di ogni genere, maschile compreso, semplicemente senza generare lo stesso corredo di commenti sprezzanti. La cosa più comica, se vogliamo essere onesti fino in fondo, è che gran parte di chi rilancia il video sbeffeggiando le atlete difficilmente reggerebbe anche solo 2 minuti in una partita della WNBA o di Serie A1 femminile: c'è una bella differenza tra guardare a 12 anni di distanza un brevissimo filmato imbarazzante scelto ad arte e provare a marcare una playmaker professionista che ti farebbe sembrare una bella statuina in mezzo al campo.
Il video "fail" usato da anni per screditare il basket femminile sui social
C'è un video che da anni resiste a ogni logica di scadenza sui social: quello di Messico-Slovacchia, gara del gruppo C ai Mondiali FIBA Under 17 femminili del 2014, in cui un libero sbagliato di Claudia Ramos innesca una sequenza da manuale del nonsense...

C'è un video che da anni resiste a ogni logica di scadenza sui social: quello di Messico-Slovacchia, gara del gruppo C ai Mondiali FIBA Under 17 femminili del 2014, in cui un libero sbagliato di Claudia Ramos innesca una sequenza da manuale del nonsense cestistico: dopo il rimbalzo slovacco, la quindicenne Nikola Kováčiková, disorientata, segna nel proprio canestro regalando due punti al Messico. Un episodio oggettivamente esilarante, entrato di diritto nella hall of fame dei "basketball fails", che però da qualche tempo è stato adottato come cavallo di battaglia da una certa fetta di internet, profili vicini alla manosfera che campano di clip fuori contesto, come prova provata che il basket femminile "non è uno sport vero". Il ragionamento fa acqua da ogni lato: un episodio isolato di disorientamento, capitato peraltro a una ragazza di appena 15 anni al debutto in un torneo iridato, viene spacciato come rappresentativo di un intero movimento sportivo, ignorando bellamente che autogol e sviste simili popolano da sempre gli highlights di ogni categoria e di ogni genere, maschile compreso, semplicemente senza generare lo stesso corredo di commenti sprezzanti. La cosa più comica, se vogliamo essere onesti fino in fondo, è che gran parte di chi rilancia il video sbeffeggiando le atlete difficilmente reggerebbe anche solo 2 minuti in una partita della WNBA o di Serie A1 femminile: c'è una bella differenza tra guardare a 12 anni di distanza un brevissimo filmato imbarazzante scelto ad arte e provare a marcare una playmaker professionista che ti farebbe sembrare una bella statuina in mezzo al campo.
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Basket Connection
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