Il 20 ottobre si terrà davanti al Tribunale civile di Milano, con la giudice Stefania Novelli, la prima udienza della causa intentata da Mediaset contro Fabrizio Corona, chiamato a rispondere di una puntata del 26 gennaio del suo format YouTube "Falsissimo". A promuovere l'azione legale sono Pier Silvio e Marina Berlusconi insieme a diversi volti noti dell'azienda, tra cui Maria De Filippi, Silvia Toffanin, Gerry Scotti, Ilary Blasi e Samira Lui, che chiedono complessivamente 160 milioni di euro per danni reputazionali e patrimoniali legati a quella che definiscono "una campagna di odio" e diffamazione nei loro confronti. Nella memoria depositata dai legali -gli avvocati Andrea Di Porto, Giulia Bongiorno, Salvatore Pino e Aldo Baldaccini- si sostiene che Corona operi deliberatamente al di fuori di ogni contesto regolamentato, sfruttando i vuoti normativi dei nuovi media per agire senza vincoli etici o deontologici e si respinge come "resoconto edulcorato" la versione fornita dalla difesa dell'ex "re dei paparazzi", accusato di aver costruito "sul nulla" insinuazioni gravemente diffamatorie, proseguite anche sui social, in televisione e nei locali, oltre che in un "tour teatrale" incentrato sulla presunta campagna denigratoria contro Mediaset e i suoi volti più noti.
Corona contro Mediaset: al via la causa da 160 milioni di euro
Il 20 ottobre si terrà davanti al Tribunale civile di Milano, con la giudice Stefania Novelli, la prima udienza della causa intentata da Mediaset contro Fabrizio Corona, chiamato a rispondere di una puntata del 26 gennaio del suo format YouTube "Falsissimo"...

Il 20 ottobre si terrà davanti al Tribunale civile di Milano, con la giudice Stefania Novelli, la prima udienza della causa intentata da Mediaset contro Fabrizio Corona, chiamato a rispondere di una puntata del 26 gennaio del suo format YouTube "Falsissimo". A promuovere l'azione legale sono Pier Silvio e Marina Berlusconi insieme a diversi volti noti dell'azienda, tra cui Maria De Filippi, Silvia Toffanin, Gerry Scotti, Ilary Blasi e Samira Lui, che chiedono complessivamente 160 milioni di euro per danni reputazionali e patrimoniali legati a quella che definiscono "una campagna di odio" e diffamazione nei loro confronti. Nella memoria depositata dai legali -gli avvocati Andrea Di Porto, Giulia Bongiorno, Salvatore Pino e Aldo Baldaccini- si sostiene che Corona operi deliberatamente al di fuori di ogni contesto regolamentato, sfruttando i vuoti normativi dei nuovi media per agire senza vincoli etici o deontologici e si respinge come "resoconto edulcorato" la versione fornita dalla difesa dell'ex "re dei paparazzi", accusato di aver costruito "sul nulla" insinuazioni gravemente diffamatorie, proseguite anche sui social, in televisione e nei locali, oltre che in un "tour teatrale" incentrato sulla presunta campagna denigratoria contro Mediaset e i suoi volti più noti.
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