Il 24 agosto il presidente francese Emmanuel Macron ha presentato un piano da 6 miliardi di euro per costruire tre parchi a tema ispirati ai manga a Cergy-Pontoise, alle porte di Parigi, promettendo 22.000 posti di lavoro e paragonando il progetto, per portata, a Disneyland Paris. I fondi arriverebbero in gran parte da Qiddiya Investment Company, società saudita che sta già realizzando un parco di "Dragon Ball" a Qiddiya City, in Arabia Saudita, annunciato insieme a Toei Animation nel marzo 2024. Nella dichiarazione di Macron non veniva specificato quali franchise sarebbero stati protagonisti dei tre parchi, ma nei giorni successivi diversi media hanno riportato che uno di essi sarebbe stato proprio a tema "Dragon Ball", corredando le notizie con immagini e video presentati come anteprime del progetto "parigino", materiale che in realtà apparteneva al parco saudita.
Tuttavia a differenza del parco di Qiddiya City, per quello francese non risulta alcun accordo di licenza con chi detiene i diritti di "Dragon Ball". A confermarlo è arrivata il 31 agosto una nota ufficiale di Toei Animation, intervenuta proprio per smentire le notizie che davano per certo il loro beneplacito: né la società né gli altri detentori dei diritti del franchise (Bird Studio, l'ex studio di Akira Toriyama e l'editore Shueisha) avevano concesso alcuna licenza per un parco di "Dragon Ball" in Francia. L'azienda si è detta "non a conoscenza" di fatti a sostegno delle notizie circolate e anche il quotidiano francese Le Monde aveva già segnalato nei giorni precedenti la mancanza di un'intesa con i detentori dei diritti. In pratica, mentre Macron incassava titoli entusiastici promettendo -anche se indirettamente- di portare in Francia la Kamehameha di Goku, chi possiede davvero i diritti sui personaggi della serie storica non aveva ancora dato il proprio benestare.

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