CHI POSSIEDE "TWITTER"? - Operation Bluebird ha lanciato Twitter.now, sostenendo che X -la società di Elon Musk che nel 2023 rinominò Twitter, abbandonando il vecchio marchio e il logo dell'uccellino azzurro- abbia di fatto lasciato libero il nome originale. A guidare la startup c'è Stephen Coates, ex associate director di Twitter prima dell'acquisizione di Musk, secondo cui X avrebbe rinunciato ai diritti sul nome "Twitter", sul termine "tweet" e sul logo del volatile, non usandoli più da anni. Un giudice della Corte federale del Delaware ha già emesso a inizio 2026 un'ordinanza provvisoria (alcune fonti parlano di "opinione preliminare") che sembra dare ragione a questa tesi, pur senza una sentenza definitiva, mentre resta aperta la causa intentata da X Corp per bloccare il lancio della piattaforma. Nel frattempo X ha anche modificato i propri termini di servizio per rivendicare l'uso esclusivo dei marchi "Twitter" e "X", segno che la battaglia legale è tutt'altro che chiusa.
COS'È TWITTER.NOW - Il nuovo social, ancora con poche centinaia di iscritti, riprende l'aspetto del Twitter classico, incluso il linguaggio storico di "tweet" e "retweet". L'unica vera novità è... Vera, un sistema automatico di fact-checking che analizza ogni post in tempo reale e segnala quelli falsi o fuorvianti. L'obiettivo dichiarato dai fondatori è restituire agli utenti l'esperienza Twitter di un tempo, fondata su principi di fiducia, trasparenza e libertà di scelta. Ma le prime reazioni restano tiepide: c'è chi si chiede cosa impedisca a X di vincere comunque la causa e far chiudere tutto e chi dubita che un semplice ritorno al passato basti a reggere il confronto con i social nati dopo la fine -o presunta tale- di Twitter, come Bluesky.

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