Il 20 maggio segna la nona edizione della Giornata Mondiale delle Api, istituita dall'ONU nel 2017 e dedicata quest'anno al tema "Uniti per le persone e per il Pianeta". Dietro la ricorrenza, però, si nasconde un paradosso tutto italiano: nonostante il Paese conti oltre 1,7 milioni di colonie, 77mila apicoltori e un valore economico stimato in 500 milioni di euro, manca ancora un piano nazionale per la protezione degli impollinatori. Secondo l'ISPRA, il 75% delle colture agrarie mondiali dipende dall'attività di api e insetti impollinatori, ma in Europa quasi la metà delle specie è in declino e un terzo rischia l'estinzione. L'Italia, pur avendo aderito alla Strategia Nazionale Biodiversità 2030 e al Regolamento UE 1991/2024 sul ripristino della natura, non ha ancora adottato il piano d'azione previsto per gli impollinatori, mentre persistono deroghe all'uso dei pesticidi vietati a livello europeo. Il WWF, con la petizione "Difendi gli impollinatori", chiede al Governo misure concrete per il recupero degli habitat e una transizione agroecologica che accompagni gli agricoltori verso pratiche sostenibili. Intanto, la produzione di miele italiano -31 milioni di chilogrammi l'anno- è minacciata da concorrenza estera e cambiamenti climatici, con importazioni record di prodotto a basso costo e un calo verticale della produzione interna. La Giornata Mondiale delle Api diventa così un'occasione per riflettere su un patrimonio naturale e agricolo che rischia di svanire senza un piano nazionale capace di tradurre la sensibilità in azione.
20 maggio: la Giornata Mondiale delle Api. Il paradosso italiano
Il 20 maggio segna la nona edizione della Giornata Mondiale delle Api, istituita dall'ONU nel 2017 e dedicata quest'anno al tema "Uniti per le persone e per il Pianeta". Dietro la ricorrenza, però, si nasconde un paradosso tutto italiano: nonostante il Paese...

Il 20 maggio segna la nona edizione della Giornata Mondiale delle Api, istituita dall'ONU nel 2017 e dedicata quest'anno al tema "Uniti per le persone e per il Pianeta". Dietro la ricorrenza, però, si nasconde un paradosso tutto italiano: nonostante il Paese conti oltre 1,7 milioni di colonie, 77mila apicoltori e un valore economico stimato in 500 milioni di euro, manca ancora un piano nazionale per la protezione degli impollinatori. Secondo l'ISPRA, il 75% delle colture agrarie mondiali dipende dall'attività di api e insetti impollinatori, ma in Europa quasi la metà delle specie è in declino e un terzo rischia l'estinzione. L'Italia, pur avendo aderito alla Strategia Nazionale Biodiversità 2030 e al Regolamento UE 1991/2024 sul ripristino della natura, non ha ancora adottato il piano d'azione previsto per gli impollinatori, mentre persistono deroghe all'uso dei pesticidi vietati a livello europeo. Il WWF, con la petizione "Difendi gli impollinatori", chiede al Governo misure concrete per il recupero degli habitat e una transizione agroecologica che accompagni gli agricoltori verso pratiche sostenibili. Intanto, la produzione di miele italiano -31 milioni di chilogrammi l'anno- è minacciata da concorrenza estera e cambiamenti climatici, con importazioni record di prodotto a basso costo e un calo verticale della produzione interna. La Giornata Mondiale delle Api diventa così un'occasione per riflettere su un patrimonio naturale e agricolo che rischia di svanire senza un piano nazionale capace di tradurre la sensibilità in azione.
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