LinkedIn ha aggiunto un nuovo pulsante che permette agli utenti di segnalare post e commenti che sembrano scritti con l'intelligenza artificiale, una scelta significativa per una piattaforma ormai invasa da contenuti generati dai chatbot. L'opzione cliccabile, tradotta in italiano come "Sembra contenuto IA scadente", nasce per distinguere i contributi autentici da quelli prodotti in serie con incipit accattivanti, toni altisonanti e finali studiati per generare engagement, diventati lo stile dominante del social dedicato al mondo del lavoro. Secondo Pangram Labs, a giugno il 41% dei post lunghi e il 30% dei commenti su LinkedIn erano generati dall'IA, percentuali molto più alte rispetto a X o Reddit. La decisione, però, ha suscitato critiche: molti utenti sostengono che l'intelligenza artificiale venga usata solo per migliorare la scrittura, non per ingannare e che la definizione "AI slop" ("spazzatura generata da IA" o "sbobba IA") sia eccessivamente denigratoria. La contraddizione più evidente è che LinkedIn, fino a pochi mesi fa, promuoveva la funzione "migliora il tuo post", basata proprio sull'IA generativa. Ora la piattaforma prova a contenere gli effetti di quella stessa tecnologia, nel tentativo di recuperare autenticità in un ambiente dove persino il più sottovalutato dei commenti è spesso prodotto da modelli linguistici.
LinkedIn introduce l'opzione per segnalare i post generati dall'intelligenza artificiale
LinkedIn ha aggiunto un nuovo pulsante che permette agli utenti di segnalare post e commenti che sembrano scritti con l'intelligenza artificiale, una scelta significativa per una piattaforma ormai invasa da contenuti generati dai chatbot. L'opzione...

LinkedIn ha aggiunto un nuovo pulsante che permette agli utenti di segnalare post e commenti che sembrano scritti con l'intelligenza artificiale, una scelta significativa per una piattaforma ormai invasa da contenuti generati dai chatbot. L'opzione cliccabile, tradotta in italiano come "Sembra contenuto IA scadente", nasce per distinguere i contributi autentici da quelli prodotti in serie con incipit accattivanti, toni altisonanti e finali studiati per generare engagement, diventati lo stile dominante del social dedicato al mondo del lavoro. Secondo Pangram Labs, a giugno il 41% dei post lunghi e il 30% dei commenti su LinkedIn erano generati dall'IA, percentuali molto più alte rispetto a X o Reddit. La decisione, però, ha suscitato critiche: molti utenti sostengono che l'intelligenza artificiale venga usata solo per migliorare la scrittura, non per ingannare e che la definizione "AI slop" ("spazzatura generata da IA" o "sbobba IA") sia eccessivamente denigratoria. La contraddizione più evidente è che LinkedIn, fino a pochi mesi fa, promuoveva la funzione "migliora il tuo post", basata proprio sull'IA generativa. Ora la piattaforma prova a contenere gli effetti di quella stessa tecnologia, nel tentativo di recuperare autenticità in un ambiente dove persino il più sottovalutato dei commenti è spesso prodotto da modelli linguistici.
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