In alcune notti il mare diventa un palcoscenico luminoso: onde che brillano di blu, scie che si accendono al passaggio di un pesce, bagliori che sembrano stelle cadute in acqua. È la bioluminescenza, una reazione chimica prodotta da organismi marini -soprattutto dinoflagellati del plancton come Noctiluca scintillans, Lingulodinium polyedra e Pyrodinium bahamense- che emettono luce quando l'acqua viene mossa, creando spettacoli naturali osservabili in diversi angoli del pianeta. Alle Maldive, l'isola di Vaadhoo è celebre per il "Sea of Stars", dove le onde notturne sembrano riflettere la Via Lattea; in Giappone, tra marzo e giugno, la baia di Toyama si illumina grazie ai calamari lucciola (Watasenia scintillans), che tingono il mare di blu cobalto; a Porto Rico, la Mosquito Bay è considerata una delle lagune bioluminescenti più intense al mondo, perfetta da esplorare in kayak; lungo la costa della California meridionale, le acque diventano perfino rosse di giorno e si accendono di lampi blu elettrico di notte; in Australia, soprattutto nel New South Wales e in Tasmania, le onde assumono sfumature neon; in Thailandia e Vietnam, baie tropicali come Krabi e Koh Phi Phi offrono notti tempestate da scintille azzurre. Anche l'Italia, seppur più raramente, regala episodi di bioluminescenza in Sardegna, Sicilia, Toscana e nel Golfo di Napoli durante estati particolarmente calde. Un fenomeno fragile, influenzato da nutrienti, temperatura e purtroppo anche alterazione degli ecosistemi marini dovuta all'inquinamento, ma capace di trasformare il mare in uno dei più affascinanti spettacoli naturali del mondo.
Quando il mare si accende di blu: dove la bioluminescenza trasforma l'acqua in luce
In alcune notti il mare diventa un palcoscenico luminoso: onde che brillano di blu, scie che si accendono al passaggio di un pesce, bagliori che sembrano stelle cadute in acqua. È la bioluminescenza, una reazione chimica prodotta da organismi marini...

In alcune notti il mare diventa un palcoscenico luminoso: onde che brillano di blu, scie che si accendono al passaggio di un pesce, bagliori che sembrano stelle cadute in acqua. È la bioluminescenza, una reazione chimica prodotta da organismi marini -soprattutto dinoflagellati del plancton come Noctiluca scintillans, Lingulodinium polyedra e Pyrodinium bahamense- che emettono luce quando l'acqua viene mossa, creando spettacoli naturali osservabili in diversi angoli del pianeta. Alle Maldive, l'isola di Vaadhoo è celebre per il "Sea of Stars", dove le onde notturne sembrano riflettere la Via Lattea; in Giappone, tra marzo e giugno, la baia di Toyama si illumina grazie ai calamari lucciola (Watasenia scintillans), che tingono il mare di blu cobalto; a Porto Rico, la Mosquito Bay è considerata una delle lagune bioluminescenti più intense al mondo, perfetta da esplorare in kayak; lungo la costa della California meridionale, le acque diventano perfino rosse di giorno e si accendono di lampi blu elettrico di notte; in Australia, soprattutto nel New South Wales e in Tasmania, le onde assumono sfumature neon; in Thailandia e Vietnam, baie tropicali come Krabi e Koh Phi Phi offrono notti tempestate da scintille azzurre. Anche l'Italia, seppur più raramente, regala episodi di bioluminescenza in Sardegna, Sicilia, Toscana e nel Golfo di Napoli durante estati particolarmente calde. Un fenomeno fragile, influenzato da nutrienti, temperatura e purtroppo anche alterazione degli ecosistemi marini dovuta all'inquinamento, ma capace di trasformare il mare in uno dei più affascinanti spettacoli naturali del mondo.
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