Per quasi vent'anni migliaia di visitatori hanno creduto di trovarsi davanti a un'antica meraviglia romana nascosta tra le colline di Arcugnano, vicino Vicenza. In realtà quel presunto anfiteatro era una costruzione moderna, fatta di cemento, gesso, vetroresina e cartapesta. Il suo ideatore, un 69enne, è stato condannato a 2 anni e 4 mesi per abuso edilizio e contraffazione di opere d'arte, dopo aver trasformato il sito in un'attrazione turistica a pagamento, con biglietti fino a 40 euro. La narrazione che lo circondava era completamente inventata: l'uomo parlava di Giulio Cesare e Cleopatra in visita nel 393 d.C., di legami con Giulietta Capuleti e di un anfiteatro "tra i più antichi e grandi del mondo". Le indagini hanno invece accertato che la collina era stata modificata per ospitare la struttura e che nessun reperto archeologico preesistente fosse mai esistito. Il complesso era persino finito in materiali turistici ufficiali, prima che nel 2016 i Carabinieri del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale ne disponessero il sequestro. Ora il Comune chiede 560mila euro di risarcimento e la vicenda potrebbe concludersi con la demolizione dell'intero sito: una storia incredibile che dimostra quanto una messinscena ben costruita possa ingannare per anni istituzioni e visitatori.
L'anfiteatro mai esistito: condannato il creatore della maxi "truffa" di Arcugnano
Per quasi vent'anni migliaia di visitatori hanno creduto di trovarsi davanti a un'antica meraviglia romana nascosta tra le colline di Arcugnano, vicino Vicenza. In realtà quel presunto anfiteatro era una costruzione moderna, fatta di cemento, gesso...

Per quasi vent'anni migliaia di visitatori hanno creduto di trovarsi davanti a un'antica meraviglia romana nascosta tra le colline di Arcugnano, vicino Vicenza. In realtà quel presunto anfiteatro era una costruzione moderna, fatta di cemento, gesso, vetroresina e cartapesta. Il suo ideatore, un 69enne, è stato condannato a 2 anni e 4 mesi per abuso edilizio e contraffazione di opere d'arte, dopo aver trasformato il sito in un'attrazione turistica a pagamento, con biglietti fino a 40 euro. La narrazione che lo circondava era completamente inventata: l'uomo parlava di Giulio Cesare e Cleopatra in visita nel 393 d.C., di legami con Giulietta Capuleti e di un anfiteatro "tra i più antichi e grandi del mondo". Le indagini hanno invece accertato che la collina era stata modificata per ospitare la struttura e che nessun reperto archeologico preesistente fosse mai esistito. Il complesso era persino finito in materiali turistici ufficiali, prima che nel 2016 i Carabinieri del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale ne disponessero il sequestro. Ora il Comune chiede 560mila euro di risarcimento e la vicenda potrebbe concludersi con la demolizione dell'intero sito: una storia incredibile che dimostra quanto una messinscena ben costruita possa ingannare per anni istituzioni e visitatori.
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