UN GIOCO SOLO IN APPARENZA - Sulle spiagge italiane sopravvive l'abitudine di raccogliere granchi, pesci e meduse con il retino per poi lasciarli in un secchiello sotto il sole, spesso con poca acqua e in condizioni che li portano rapidamente allo stress e alla morte, anche quando vengono ributtati in mare. In alcuni casi le meduse vengono schiacciate sulla sabbia o colpite con palette e bastoni, una crudeltà che talvolta viene minimizzata dagli adulti come "un gioco da bambini". Le associazioni animaliste ricordano invece che pesci, molluschi e crostacei sono esseri senzienti, capaci di provare dolore e che anche gesti apparentemente innocui -come sollevare una stella marina per un selfie o circondare un delfino finito accidentalmente a riva- possono comprometterne gravemente la sopravvivenza.
COSA DICE LA LEGGE - Oltre all'aspetto etico, c'è un quadro normativo molto chiaro: gli articoli 544 bis e 544 ter del codice penale puniscono l'uccisione non necessaria e il maltrattamento degli animali, con pene che prevedono la reclusione e sanzioni pecuniarie. Dopo l'inasprimento introdotto dalla legge Brambilla, le condotte più gravi possono portare a quattro anni di carcere e multe fino a 60mila euro, soprattutto quando le sofferenze vengono inflitte volontariamente. È improbabile che un giudice applichi il massimo della pena per una medusa maltrattata da un ragazzino, ma la violazione resta un reato a tutti gli effetti e una denuncia può comunque sfociare in una multa o in altre conseguenze legali; tra l'altro esiste anche l'articolo 727 del codice penale (detenzione incompatibile con la natura dell'animale), che può integrare un'ulteriore fattispecie di reato, nello specifico una contravvenzione.
EDUCARE AL RISPETTO - Per cercare di tenere gli italiani informati, le associazioni animaliste stanno intensificando le campagne di sensibilizzazione. L'OIPA ha realizzato manifesti rivolti a bambini e adulti da distribuire negli stabilimenti balneari per spiegare perché gli animali marini non devono essere manipolati o catturati. L'ENPA ha diffuso un decalogo che invita a vivere il mare in modo rispettoso: osservare pesci e altre creature con maschera e boccaglio, scattare foto subacquee senza toccare nulla e rinunciare a retini e arpioni. L'obiettivo è semplice: far capire che la fauna marina non è un giocattolo, ma parte di un ecosistema che va protetto.

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