UNA LEGGE PIONIERISTICA? - La Francia diventa il primo Paese dell'Unione Europea a introdurre un divieto totale dei social network per i minori di 15 anni. La misura, approvata dall'Assemblea nazionale con 279 voti favorevoli e 81 contrari dopo il via libera del Senato, entrerà in vigore da settembre, previo eventuale giudizio di costituzionalità. L'obiettivo è proteggere la salute mentale e la sicurezza dei più giovani, imponendo alle piattaforme digitali sistemi di verifica dell'età e limitando l'uso dei telefoni cellulari anche nei licei. La riforma, promessa dal presidente Emmanuel Macron, segna una svolta simbolica nella fase finale del suo mandato e apre un nuovo fronte nel dibattito europeo sulla regolamentazione dei social media.
IL DIBATTITO POLITICO - Prima del voto, la relatrice Laure Miller ha sottolineato che il Governo avrebbe voluto introdurre regole ancora più severe, ma il diritto europeo consente solo di fissare un'età minima nazionale. Il testo di compromesso, approvato in commissione mista, ha visto l'opposizione della sinistra radicale di La France Insoumise e l'astensione dei socialisti. Il deputato Arthur Delaporte ha evidenziato la necessità di distinguere tra un divieto totale e la limitazione delle funzionalità più dannose, posizione più vicina a quella della Commissione europea. Il provvedimento francese, pur con margini di applicazione ancora da definire, rappresenta un precedente destinato a influenzare altri Paesi dell'Unione.
VERSO UN APPROCCIO EUROPEO GRADUALE - Grecia, Slovenia e Svezia stanno valutando restrizioni simili, mentre la Spagna e l'Austria discutono divieti rispettivamente per i minori di 16 e 14 anni. In parallelo, la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha proposto un accesso graduale alle piattaforme digitali: nessun schermo per i bambini piccoli, uso limitato e supervisionato sotto i 13 anni, e accesso progressivo dai 13 in poi, subordinato alla capacità delle piattaforme di garantire sicurezza e contenuti adeguati. Bruxelles presenterà una proposta comune dopo l'estate, con l'obiettivo di armonizzare le regole e proteggere i minori in tutta l'Unione.

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