IL VIDEO DEL FERMO - Nel quartiere Pilastro di Bologna, domenica mattina, Abderrahim Fakir, 42 anni, marocchino regolare e titolare di una piccola impresa di facchinaggio, è morto mentre veniva immobilizzato dalla polizia. Secondo la ricostruzione, l'uomo avrebbe avuto un forte stato di agitazione in un garage, spingendo i residenti a chiamare i soccorsi. Una volante e un'ambulanza sono arrivate sul posto, ma dopo che Fakir ha colpito l'auto di servizio gli agenti hanno usato lo spray al peperoncino e lo hanno bloccato a terra, pancia in giù, con le mani ammanettate dietro la schiena. Un video girato da un residente mostra l'uomo gridare "Aiuto! Basta!" mentre un agente gli tiene le caviglie; poco dopo perde conoscenza. L'AUSL ha già aperto un'indagine interna sull'operato dei sanitari accorsi sul posto.
LE TENSIONI NEL QUARTIERE - La morte di Fakir ha scatenato proteste immediate: decine di residenti sono scesi in strada accusando gli agenti di aver usato una forza eccessiva. La sorella della vittima, in lacrime, ha denunciato pubblicamente: "Lo hanno ammanettato ed è morto, lo hanno aggredito loro", mentre il fratello ha cercato di calmare la folla. La famiglia parla apertamente di "assassinio di Stato", chiedendo giustizia e una ricostruzione trasparente di quanto accaduto. Le immagini del fermo, già circolate sui social, hanno alimentato la tensione in un quartiere che in passato era già finito al centro delle cronache nazionali.
LE REAZIONI DELLA POLITICA - La Questura di Bologna sostiene che l'intervento sia avvenuto su richiesta dei cittadini e che il "contenimento" dell'uomo sia stato effettuato anche alla presenza dei sanitari. Le bodycam degli agenti saranno consegnate al pubblico ministero Domenico Ambrosino, che coordina l'inchiesta. Nel frattempo, la politica si divide: il sindaco Matteo Lepore e il presidente regionale Michele De Pascale chiedono piena chiarezza sulla dinamica, mentre Lega e Fratelli d'Italia difendono l'operato della polizia. L'indagine dovrà stabilire se le tecniche di immobilizzazione utilizzate -già al centro di dibattiti internazionali per i rischi legati alla posizione prona e alla compressione del torace- abbiano avuto un ruolo nella morte di Fakir.

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