IN ARRIVO IL SAVE AMERICA ACT? - Nel suo discorso alla nazione dalla Casa Bianca, Donald Trump ha ribadito che "nessun Paese può essere grande senza elezioni giuste e oneste", rilanciando le sue accuse sulle presunte vulnerabilità del sistema elettorale statunitense. A meno di quattro mesi dalle elezioni di metà mandato, il presidente ha chiesto al Congresso di approvare il Save America Act, che introdurrebbe obbligo di documento d'identità, prova di cittadinanza e forti limitazioni al voto per corrispondenza. Trump ha inoltre annunciato la desecretazione di documenti di intelligence che, a suo dire, mostrerebbero un sistema "catastroficamente al di sotto" degli standard di sicurezza richiesti, sebbene le prime analisi non evidenzino nuove prove di manipolazioni dei risultati.
LE ACCUSE CONTRO LA CINA - Una parte centrale del discorso ha riguardato la Cina, accusata da Trump di aver condotto "la più grande violazione di dati elettorali della storia", sottraendo informazioni su 220 milioni di elettori americani. Secondo il presidente, i dati includerebbero nomi, indirizzi, numeri di telefono e preferenze politiche, configurando un "incubo senza precedenti per la sicurezza elettorale". Tuttavia, le verifiche preliminari citate dalla CNN indicano che i documenti diffusi contengono soprattutto valutazioni già note dal 2021 e non mostrano prove di alterazioni dei voti nelle elezioni del 2020, 2022 o 2024. Anche il giornalista conservatore John Solomon, coinvolto nella pubblicazione dei materiali, ha riconosciuto che l'intelligence dispone di "zero prove" di interferenze che abbiano modificato voti.
LE REAZIONI - Le reazioni politiche sono state immediate. I governatori democratici hanno accusato Trump di voler "intimidire e mettere a tacere gli elettori", sostenendo che le elezioni americane sono state ripetutamente giudicate sicure e affidabili. Sul piano mediatico, il discorso non è stato trasmesso in diretta da alcune grandi emittenti come ABC e NBC, che hanno mantenuto la normale programmazione. Una scelta criticata dal senatore repubblicano Eric Schmitt, secondo cui le reti avrebbero dovuto mandare in onda l'intervento "nell'interesse pubblico".

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