LE CONDANNE - Giovanni Castellucci, ex amministratore delegato di Autostrade per l'Italia, è stato condannato a 12 anni per il crollo del ponte Morandi del 14 agosto 2018. La Procura aveva chiesto una pena più alta, pari a 18 anni e 6 mesi. Condannati anche altri ex dirigenti di ASPI e SPEA: 11 anni per Michele Donferri Mitelli, 5 anni e 6 mesi per Paolo Berti e la stessa pena per Antonino Galatà. Cinque anni sono stati inflitti a Mauro Coletta, ex direttore della vigilanza sulle concessioni autostradali del Ministero delle Infrastrutture.
LE REAZIONI - Dal Comitato parenti delle vittime, la portavoce Egle Possetti ha commentato con prudenza: "La condanna a 12 anni può avere un senso, ma dobbiamo analizzare l'intero quadro, perché gli imputati erano molti". Il dolore delle famiglie resta centrale, così come la richiesta di una verità piena su una tragedia che ha causato 43 morti.
IL TEMA DEI TEMPI DELLA GIUSTIZIA - Il viceministro alle Infrastrutture e Trasporti Edoardo Rixi ha definito la sentenza "un passaggio importante nel percorso di verità e giustizia", ricordando che il crollo "non fu una fatalità, ma il risultato di gravi errori e omissioni". Rixi ha però sottolineato la lentezza del procedimento: "Otto anni per arrivare a una sentenza di primo grado sono un tempo lunghissimo". Il rappresentante del Governo ha ribadito l'impegno a investire sulla sicurezza delle infrastrutture per evitare che tragedie simili possano ripetersi.

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